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Stipendi d’oro alla Cdc 12 condannati a Foggia

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI
BARI - Lo retribuzione base era di 44mila euro. Eppure nel 2009 lo stipendio del segretario generale della Camera di Commercio di Foggia era arrivato fino a 390mila euro lordi l’anno. Una cifra astronomica, appena ritoccata nel 2010 (354mila euro) e nel 2011 (321mila euro). Soldi che ora dovranno essere risarciti, almeno in parte, dai componenti della giunta camerale e da alcuni dirigenti dell’ente: 300mila euro tondi tondi, da dividere in 12
Stipendi d’oro alla Cdc 12 condannati a Foggia
di Massimiliano Scagliarini

BARI - Lo retribuzione base era di 44mila euro. Eppure nel 2009 lo stipendio del segretario generale della Camera di Commercio di Foggia era arrivato fino a 390mila euro lordi l’anno. Una cifra astronomica, appena ritoccata nel 2010 (354mila euro) e nel 2011 (321mila euro). Soldi che ora dovranno essere risarciti, almeno in parte, dai componenti della giunta camerale e da alcuni dirigenti dell’ente: 300mila euro tondi tondi, da dividere in 12.

Lo ha stabilito la Corte dei Conti, che ha condannato l’ex presidente Eliseo Zanasi, il suo ex vice Pietro Salcuni, cinque consiglieri, i revisori, lo stesso segretario generale Matteo Di Mauro, il suo vice (che aveva firmato la liquidazione degli stipendi) e altri due dirigenti. Il punto, secondo i giudici contabili pugliesi (presidente Eugenio Schlitzer), è che nel 2008 la Camera di Commercio di Foggia ha approvato una delibera con cui ha superato il tetto massimo previsto dalla contrattazione collettiva, perché all’interno dell’ente non erano state istituite le strutture complesse che giustificano i livelli retributivi più alti.

Nel 2009, ad esempio, a fronte di uno stipendio base di 44mila euro, al segretario generale erano stati riconosciuti 220mila euro di retribuzione di posizione. 19mila euro per la retribuzione di posizione ex Cciia Matera, 42mila euro di retribuzione di risultato, 16mila euro di retribuzione di risultato per Matera, 27mila per la retribuzione dell’anno precedente, e altri 18mila euro per la direzione del consorzio «Il Tavoliere». Il totale fanno, appunto, 390mila euro lordi. Pari a 1.080 euro lordi al giorno.

A settembre 2013, dopo che a seguito di un esposto la Corte dei Conti aveva emesso gli inviti a dedurre (l’equivalente della chiusura delle indagini nel processo penale), la Camera di Commercio di Foggia è corsa ai ripari ed ha tagliato la retribuzione di posizione del segretario generale. Dai 220mila euro del 2009 e del 2010, diventati 214mila nel 2011, è scesa a 150mila euro lordi, ed ha chiesto indietro a Di Mauro circa 270mila euro per quattro anni. Ma l’impostazione della procura della Corte dei Conti era un po’ differente: in buona sostanza al segretario generale sarebbero stati erogati circa 100mila euro l’anno in più rispetto a quanto effettivamente dovuto.

Dall’esame dei documenti, è infatti detto in sentenza, emerge « il dato oggettivamente verificabile della mancanza di una struttura amministrativa complessa, la cui ricorrenza soltanto avrebbe potuto giustificare l’aumento oltre il limite massimo della retribuzione di posizione del segretario generale dottor Di Mauro». Tradotto: non c’era motivo per cui dai 118mila euro di retribuzione di posizione del 2007 e 2008 si passasse ad una cifra quasi doppia l’anno seguente: gli uffici guidati da Di Mauro erano sempre gli stessi. Tuttavia, rilevano i giudici, l’«iniziativa della proposta di incremento della retribuzione di posizione è stata effettuata direttamente dal presidente pro tempore, oltre che decisa discrezionalmente dalla giunta». Ed è per questo che adesso dovranno restituire i soldi allo Stato: 25mila euro a testa più gli interessi e le spese legali.

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