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Appello: salviamo la tomba di Medusa

FOGGIA - Un forte appello al Comune di Foggia, ma a sua volta alla Soprintendenza, per smuovere le acque e cercare di tutelare e valorizzare il sito della medusa, nel cuore di Arpi, è stato fatto dal consigliere comunale ex cinquestelle Vincenzo Rizzi che ha chiesto all’amministrazione di inserire l’area archeologica di Arpi nel parco agricolo di Foggia.
Appello: salviamo la tomba di Medusa
FOGGIA - Si torna a parlare della Tomba della Medusa, uno dei giacimenti archeologici più importanti della Capitanata ma non solo. Se ne torna a parlare dopo una interrogazione presentata a Palazzo di città. Nei mesi scorsi era stata l’associazione foggiana degli ex parlamentari a chiedere attenzione per questo sito. Il consigliere comunale Vincenzo Rizzi, ex movimento Cinquestelle ed ora indipendente, ha fatto protocollare un’interrogazione indirizzata al sindaco e al presidente del Consiglio ponendo alla loro attenzione lo stato di abbandono e di degrado dell’area archeologica di Arpi e della tomba della Medusa.

La tomba della Medusa è uno dei monumenti funerari più imponenti finora ritrovato ad Arpi, il principale e più esteso centro della Daunia preromana. In base agli studi condotti in primis dall'archeologa Marina Mazzei, la città di Arpi occupa u n’estensione di oltre 1000 ettari e si ritiene che nel 279 a.C., durante la guerra contro Pirro, Arpi contasse circa 30000 abitanti. La Tomba della Medusa doveva rappresentare il primo nucleo del parco archeologico di Arpi, per l’indubbia valenza storica e architettonica del monumento funerario, appartenuto sicuramente ad una ricca e colta famiglia del III-II secolo a.C.
Questo monumento funebre insieme alle case nobiliari attestano l'alto livello raggiunto dall’architettura e dall’artigianato artistico della società arpana, sotto la forte influenza della cultura greca e specificamente macedone di età ellenistica. La tomba della Medusa è interrata a più di 5 metri dal piano di calpestio, essa era una tomba funeraria del tipo ipogeico, con un dromos a scivolo che permetteva l’ingresso ai familiari dei defunti. Una tomba abbellita da decorazioni pittoriche di notevole valore artistico.

Per quanto narrato la Tomba della Medusa, conquistò l’interesse degli studiosi a livello internazionale e anche degli appassionati in seguito ad una mostra a Foggia visitata da migliaia di persone. Così il consigliere comunale di Foggia nella sua interrogazione: «Considerato che nel 1998 la Regione Puglia stanziò 3 miliardi di lire, ai quali si aggiunse un contributo di 555 milioni del Comune, tali finanziamenti rimasero a lungo inutilizzati per motivi a me ignoti fino al punto in cui nel Luglio 2002, si arrivò alla sospensione ufficiale dei lavori. Nel Giugno 2003, a causa dei ritardi relativi all'inizio dei lavori, il Comune rescisse il contratto con la ditta, ma in seguito ad alcuni errori formali la rescissione fu annullata. Nel frattempo, una ditta interessata ai lavori fallì, mentre u n’altra impresa coinvolta sempre nelle opere di restauro dichiarò la propria disponibilità a portare a termine l’opera, previo aggiornamento del preventivo relativo ai suoi compensi. In seguito furono assegnati al parco archeologico della Medusa oltre un milione e mezzo di euro nel quadro dell’Accordo di Programma tra Regione Puglia e Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Attualmente la Tomba della Medusa, come altre strutture culturali di Foggia versa in un totale stato di abbandono: la recinzione divelta, le strutture del cantiere sono state rubate o vandalizzate: tubi, impalcature, pannelli, compreso il box prefabbricato utilizzato dagli operai come spogliatoio e magazzino, la copertura risultano danneggiati».
«La situazione di abbandono e mancata sorveglianza hanno provocato atti di vandalismo anche nei confronti della tomba stessa: le colonne del vestibolo sono state abbattute, una base è stata addirittura rubata. Gli affreschi dei mosaici a ciottoli, restaurati sotto la direzione della Soprintendenza, ad un costo di 588 milioni di lire, sono risultati gravemente compromessi. Mentre nel sito archeologico di Arpi continua il saccheggio impunito da parte dei tombaroli del patrimonio archeologico, migliaia e migliaia di capolavori attraverso il mercato antiquario vanno ad arricchire collezioni pubbliche e private di musei e magnati europei e statunitensi», aggiunge ancora il consigliere comnunale Rizzi che poi aggiunge: «Si è stimato per difetto che siano stati oltre 200.000 i reperti archeologici trafugati nell'ultimo ventennio ad Arpi. Lo stesso sito viene costantemente arato non sussistendo adeguati vincoli da parte della Soprintendenza atti ad impedire le pratiche agricole più invasive» .

Vincenzo Rizzi chiede di intervenire e mettere in campo tutte quelle misure per scongiurare la distruzione del sito archeologico di Arpi; di promuovere il coinvolgimento di fondazioni per la realizzazione di attività di fruizione e valorizzazione del sito; di promuovere un tavolo di concertazione con la regione Puglia al fine di trovare adeguate risorse per la valorizzazione del sito di Arpi e della Tomba della Medusa; di inserire idonee risorse nel piano triennale delle opere pubbliche del Comune di Foggia; di verificare se vi sino state responsabilità da parte della tecnostruttura comunale per i ritardi e le perdite di finanziamento e se alcune delle somme stanziate nel passato sino ancora nella disponibilità del Comune per attuare i primi interventi di tutela; di istituire “il Parco Archeologico di Arpi” ed integrarlo con il futuro “Parco Agricolo del Comune di Foggia”.

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