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Foggia, rischio chiusura del deposito locomotive protestano gli enti locali

di FILIPPO SANTIGLIANO
FOGGIA - Per Cgil, Cisl, Uil, Orsa e Ugl territoriali la chiusura del cosiddetto deposito locomotive è una notizia priva di fondamento. Parere contrario invece per le segreterie regionali delle stesse sigle che bocciano il piano industriale di Trenitalia. Nella contraddizione dei sindacati scatta la mobilitazione della politica. Il sindaco Landella ha chiesto spiegazioni al ministro Lupi. Si muove anche il presidente della Provincia, Miglio
Foggia, rischio chiusura del deposito locomotive protestano gli enti locali
FOGGIA - Lo smantellamento del deposito locomotive di Foggia a partire dal 2018, secondo il piano industriale di Trenitalia comunque in discussione, ha finalmente provocato le prime prese di posizione da parte delle Istituzioni territoriali.

Il Presidente della Provincia, Francesco Miglio, ha assicurato l’impegno dell’Amministrazione provinciale di Foggia: «Non staremo a guardare. Interverremo con fermezza e con tutti gli strumenti che ci consente la normativa per evitare ulteriori chiusure o eventuali trasferimenti di risorse infrastrutturali di trasporto che appartengono all’intera Capitanata. Il Piano Industriale 2014-2017 di Trenitalia non può penalizzare, il territorio della provincia di Foggia. Vigileremo con attenzione per evitare alle popolazioni daune altre deleterie privazioni».

Il sindaco di Foggia, Franco Landella, ha invece scritto al ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, al sottosegretario Ivan Scalfarotto, ed ai parlamentari foggiani Michele Bordo, Angelo Cera, Lello Di Gioia, Colomba Mongiello, Arcangelo Sannicandro e Lucio Tarquinio, riguardo alla possibile chiusura del deposito locomotive della stazione di Foggia. Nella stessa lettera è tornato a chiedere che l’aeroporto “Gino Lisa” possa essere inserito tra gli scali di interesse nazionale prima che venga approvato definitivamente il Piano nazionale degli aeroporti.

Nella lettera al ministro il sindaco Landella manifesta «stupore e rammarico dell'intenzione di Trenitalia, attraverso il Piano industriale 2014-2017, di chiudere e trasferire a Bari l'impianto di Manutenzione Corrente della stazione di Foggia (deposito locomotive), che ancora oggi rappresenta uno degli snodi ferroviari più importanti non solo del Mezzogiorno, ma dell'intero Paese». «Una notizia che, se confermata, andrebbe a mortificare Foggia e la Capitanata, ma anche i numerosi lavoratori che nel corso degli ultimi anni hanno superato gli standard produttivi previsti. La provincia di Foggia sconta un grave ritardo da un punto di vista infrastrutturale. Un vuoto che non consente al nostro territorio di sviluppare le proprie potenzialità, creando notevoli difficoltà alle aziende già presenti e non consentendo ad altre realtà produttive di investire in provincia di Foggia. Per questo motivo chiedo di scongiurare la chiusura dell'impianto di Manutenzione Corrente della stazione di Foggia, che potrebbe avere conseguenze negative sulla linea ferroviaria e sui lavoratori di Capitanata, ed al contempo di accelerare l'iter per il raddoppio del binario sulla linea Lesina-Termoli», afferma ancora Landella che torna a chiedere al ministro Lupi «di rivedere il Piano nazionale degli aeroporti, con l’inserimento del “Gino Lisa” tra gli scali di interesse nazionale». «Il declassamento dell’aeroporto di Foggia tra quelli regionali, infatti, prevede la riduzione dell’orario di funzionamento della struttura aeroportuale, riducendo già la esigua funzionalità del nostro scalo, e di farsi promotore presso l’ENAC e la commissione V.I.A. del ministero dell’Ambiente del rilascio della Valutazione d’impatto ambientale, necessaria per far partire i lavori di allungamento della pista, già finanziati con fondi FAS, che passerebbe dagli attuali 1440 metri a 2000 metri», afferma infine Landella.

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