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La biodiversità ha il suo «database»

MONTELEONE DI PUGLIA - Si chiama "Recupero del germoplasma olivicolo, vitivinicolo e frutticolo pugliese" e nasce per dare un contributo alla biodiversità pugliese attraverso la catalogazione, la caratterizzazione, la conservazione e il risanamento del germoplasma e delle specificità locali.
La biodiversità ha il suo «database»
MONTELEONE DI PUGLIA - Si chiama "Recupero del germoplasma olivicolo, vitivinicolo e frutticolo pugliese" e nasce per dare un contributo alla biodiversità pugliese attraverso la catalogazione, la caratterizzazione, la conservazione e il risanamento del germoplasma e delle specificità locali. Il progetto è stato illustrato a Monteleone di Puglia nel corso di un convegno sul tema "L'identificazione ed il recupero di varietà locali rare di antica coltivazione" al quale hanno partecipato Giovanni Cera, dirigente provinciale Cia Foggia, Angelo Antonio Guerriero, vicesindaco di Monteleone di Puglia, Pierfederico La Notte, responsabile scientifico Cnr-Istituto di virologia vegetale e Crsfa "Basile Caramia", Leonardo Susca, tecnico del Sinagri srl Spin Off e del Crsfa "Basile Caramia". "Biodiversità" ha come capofila Crsfa "Basile Caramia", "Sinagri srl Spin Off Università di Bari", Regione Puglia, Unione Europea e, tra i partner, CIA Puglia, "Agricoltura è vita srl", Coldiretti Puglia, "Impresa verde Puglia srl", Confagricoltura e Confcooperative.

«La biodiversità - ha spiegato Cera - è una delle più importanti risorse del pianeta. La sicurezza alimentare e l'auto sufficienza dipendono dalla disponibilità di diversità genetica dell colture. Tuttavia la richiesta di una crescente produzione di cibo e l'indubbio successo produttivo di alcune colture hanno comportato la sostituzione dell varietà locali con un ristretto numero di ibridi e l'erosione dell'agrobiodiversità". Di qui l'importanza del progetto "Biodiversità" che ha come finalità «rintracciare e conservare germoplasma per tutelare la biodiversità e mettere a sistema le conoscenze attuali. In questo modo è possibile ampliarle e contribuire allo sviluppo della filiera e delle comunità agricole e rurali pugliesi», ha proseguito il dirigente provinciale Cia.

La prima fase del progetto è incentrata sullo studio della distribuzione della variabilità genetica dell'ulivo, del viticolo e del frutticolo pugliese (ricerche storiche, culturali e archivistiche negli archivi pubblici e privati della Regione, ricerche sul campo e in laboratorio) attraverso il coinvolgimento di un ampio partenariato scientifico, di privati e organizzazioni di categoria. Una volta terminato il censimento, sarà costituito un database informatico gestito dalla Regione a Puglia che renderà più veloci gli interventi di tutela. Le fasi successive alle ricerche didattiche e sul campo sono sette: ricerca di materiale riproduttivo; conservazione ex situ delle varietà; caratterizzazione e nuovi sistemi di identità varietale; risanamento del materiale di moltiplicazione e preparazione di materiale sano; inventari, banche del germoplasma e banche dati; redazione di schede varietali; conservazione in situ tramite la riproduzione e il mantenimento.Il progetto sarà illustrato su tutto il territorio dalla Cia in 19 incontri.

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