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Foggia, sì alla calamità via libera dalla Regione «Danni agricoli per 190 mln»

di MASSIMO LEVANTACI
FOGGIA - Costa 190 milioni la bomba d’acqua sulla Capitanata del 4-6 settembre. E’ il bilancio della Regione che chiede lo stato di calamità per tutta l’agricoltura foggiana. Interessati 97mila ettari, 170 milioni di euro il danno per le mancate produzioni, altri 16 milioni sulle infrastrutture. Ora la palla passa al governo. Gli agricoltori chiedono che la Regione intervenga sull’Abi per sbloccare i crediti agrari
Foggia, sì alla calamità via libera dalla Regione «Danni agricoli per 190 mln»
di Massimo Levantaci

FOGGIA - Quasi 190 milioni di euro: a tanto ammonta il danno all’agricoltura foggiana devastata dall’alluvione della prima settimana di settembre. Praticamente non si è salvato nulla della provincia più agricola del Mezzogiorno: 97mila ettari colpiti e affondati (96700 per l’esattezza), 170 milioni di euro di mancata produzione (soprattutto vite, pomodoro e ulivo), altri 16 milioni di danni accertati alle infrastrutture agricole. La Regione presenta il conto al governo per il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Ieri mattina la deliberazione della giunta regionale, illustrata nel pomeriggio dall’assessore all’Agricoltura, Fabrizio Nardoni, che ha incontrato i rappresentanti delle organizzazioni agricole in Coldiretti. «Ora ci auguriamo che il consiglio dei ministri faccia al più presto il decreto sulla calamità e autorizzi anche la deroga ai piani assicurativi. Il danno complessivo all’agricoltura foggiana supera, infatti, 30 per cento della produzione lorda vendibile - ha detto Nardoni al termine dell’incontro - ci sono dunque tutte le condizioni perchè vengano oltrepassati i piani assicurativi predisposti dalle aziende a inizio coltivazione e si proceda in tempi rapidi con i risarcimenti diretti».

L’incontro con l’assessore Nardoni (che poi ha fatto visita anche ai consorzi di bonifica della Capitanata e del Gargano) era stato sollecitato dai presidenti provinciali di Coldiretti, Cia, Confagricoltura e Copagri, preoccupati perchè la Regione - a distanza di quasi un mese dall’appello lanciato il 9 settembre scorso durante un incontro unitario - non ha ancora messo in campo «alcun intervento operativo a beneficio delle imprese agricole». Non a caso ieri a Nardoni i presidenti di Coldiretti (Giuseppe De Filippo), Cia (Raffaele Carrabba), Copagri (Luigi Inneo) e Confagricoltura (il vicepresidente Emidio Ursitti) hanno sollecitato in apertura un intervento della Regione sulle banche affinchè favoriscano l’erogazione di crediti agrari a tasso agevolato e la quinquennalizzazione dei mutui fondiari. Tra gli agricoltori, infatti, non si fa molto affidamento sui risarcimenti della calamità naturale, ma si confida piuttosto su misure più dirette e facilmente spendibili come i crediti agrari e un supplemento di gasolio agevolato alle imprese (Nardoni ha accordato una quota suppletiva del 30%). Le garanzie regionali con l’Abi che l’assessore all’Agricoltura ha offerto ieri al tavolo con gli agricoltori viene vista in questo momento dalle organizzazioni professionali come la migliore carta da giocare.

Dopotutto la conta dei danni stabilita dalla Regione sarà pure «congrua» e complessiva poichè tiene conto dell’ampiezza del territorio e non si sofferma sulle singole aree, come ha chiarito il dirigente dell’assessorato Antonio Ursitti. Tuttavia è un conto passibile di prevedibili sforbiciate da parte del governo, con tutte le limitazioni di cassa in piena spending review con le quali il consiglio dei ministri deve vedersela.

Nardoni ha fatto anche alcune anticipazioni su possibili nuove aperture per le aziende dai fondi Pac: «Non soltanto faremo arrivare in anticipo alle aziende i fondi che Bruxelles ha rendicontato al 31 dicembre sulla vecchia Pac, ma possiamo anche richiedere l’anticipazione di somme sulla nuova Pac che scatterà dal 1 gennaio 2015». L’assessore ha infine «escluso categoricamente» che il fondo del Psr (piani di sviluppo rurale) abbia una dotazione di 400 milioni per i danni da calamità naturale. «Al massimo sono 20 milioni».

Intanto con carattere di «somma urgenza» partono stamane i lavori appaltati dal Consorzio di bonifica della Capitanata per il consolidamento degli argini del torrente Candelaro. La Regione ha stanziato 500mila euro, un altro milione di euro per lavori di somma urgenza assegnati al consorzio di bonifica del Gargano.

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