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«Transumart» a Foggia opere lungo i tratturi

FOGGIA - C’è anche un omaggio a Ivan Graziani e una citazione di Federico Fellini fra le 39 opere in mostra fino al 5 ottobre al Palazzetto dell’arte di Foggia in una mostra intitolata «Transumart», una collettiva organizzata dal Servizio cultura del Comune di Foggia e dall’associazione abruzzese «L’incontro degli artisti». La mostra itinerante è infatti partita dall’Abruzzo ed è arrivata a Foggia, tappa finale
«Transumart» a Foggia opere lungo i tratturi
FOGGIA - C’è anche un omaggio a Ivan Graziani e una citazione di Federico Fellini fra le 39 opere in mostra fino al 5 ottobre al Palazzetto dell’arte di Foggia in una mostra intitolata «Transumart», una collettiva organizzata dal Servizio cultura del Comune di Foggia e dall’associazione abruzzese «L’incontro degli artisti». La mostra itinerante è infatti partita dall’Abruzzo ed è arrivata a Foggia, tappa finale, dopo aver toccato altri centri abruzzesi, percorrendo idealmente quei tratturi e quelle strade che da secoli i pastori seguono con le loro greggi e le loro mandrie, dai freschi pascoli abruzzesi alle più calde pianure invernali della Capitanata, e viceversa. Un percorso che ha scritto la storia, economica e sociale, della Puglia e dell’Abruzzo e a cui hanno reso omaggio i 39 artisti in mostra al Palazzetto dell’ar - te. Opere varie, tecniche varie, tutte realizzate negli ultimi 15 anni. In bilico fra innovazione e tradizione, fra tecniche avanguardistiche e scontato figurativismo, le opere (presenti anche sculture ed una fotografia) raccontano il rapporto fra la gente e la loro tradizione, i loro luoghi, i loro personaggi. Che a volte sono un po’ anche i nostri. «”Transumar t” - ha raccontato l’assessore alla cultura Anna Paola Giuliani - rappresenta a tutti gli effetti il percorso dall’Abruzzo a Foggia segnato dalla transumanza, che si concretizza anche attraverso dati di fatto come l’esistenza di una nutrita colonia di cittadini di origine abruzzese che vivono a Foggia e in Capitanata e da iniziative importanti come il gemellaggio tra Foggia e Pescasseroli » . «Il richiamo alla transumanza è anche metaforico - ha ricordato il critico foggiano Gaetano Cristino che ha curato il catalogo con il collega abruzzese Massimo Pasqualone -. La metafora è quella del concetto di spostamento, di viaggio: questi determinano la conoscenza e la crescita degli individui. Ripercorrere le vie della transumanza, cercando le bellezze del paesaggio è una azione che rappresenta il viaggio dell’arte che ha bisogno di confronti sia col reale, coi territori che attraversa, che con le persone che si incontrano. I tratturi e tratturelli si ponevano come una rete all’inter no di cui si concentravano le conoscenze che poi si irradiavano, ad esempio attraverso le occasioni di incontro rappresentate dalle fiere, momenti di scambi commerciali ma anche di idee e anche di cospirazioni ». La mostra è anche uno spaccato delle espressioni della pittura, scultura e fotografia abruzzesi degli ultimi anni e mostra come possano ancora convivere la pittura figurativa tradizionale con l’astrazione e la pittura informale. Un viaggio fuori dal tempo e dai luoghi fisici, quello dei pastori transumanti in quelle opere, che però hanno un approdo concreto nella nostra terra, «due tra i beni culturali più importanti dei foggiani - scrive Cristino nel suo intervento - costruiti proprio sui tratturi, la chiesa delle Croci e l’Epitaf fio, monumento-emblema della transumanza». [ste. lab.]

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