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Gargano, dopo il diluvio l'ora delle responsabilità Galletti: servono 77 milioni Vendola firma l'ordinanza per eliminare i detriti     Il ministro: il Governo c'è Tromba d'aria in Salento

di FILIPPO SANTIGLIANO
FOGGIA - Disastro colposo, omicidio colposo, violazione delle leggi urbanistiche e omissione di atti d’ufficio. Sono queste le ipotesi di reato che hanno indotto la procura della repubblica presso il Tribunale di Foggia ad aprire un fascicolo d’indagine sull'alluvione che ha provocato danni, in particolare a San Marco in Lamis e a Peschici, e due vittime, il giovane allevatore di Carpino ed il pensionato di Peschici. Da qui anche l’ipotesi dell’omicidio colposo
Gargano, dopo il diluvio l'ora delle responsabilità Galletti: servono 77 milioni Vendola firma l'ordinanza per eliminare i detriti     Il ministro: il Governo c'è Tromba d'aria in Salento
di Filippo Santigliano

FOGGIA - Disastro colposo, omicidio colposo, violazione delle leggi urbanistiche e omissione di atti d’ufficio. Sono queste le ipotesi di reato che hanno indotto la procura della repubblica presso il Tribunale di Foggia ad aprire un fascicolo d’indagine sull'alluvione che ha provocato danni, in particolare a San Marco in Lamis e a Peschici, e due vittime, il giovane allevatore di Carpino ed il pensionato di Peschici. Da qui anche l’ipotesi dell’omicidio colposo.

Nell’indagine non vi sono finora indagati e nelle prossime ore i magistrati potrebbero disporre una maxi perizia. L'indagine della procura di Foggia, che ipotizza anche il reato di omissione di atti d’ufficio, intende valutare pure l’ipotesi se siano stati omessi controlli e cautele da parte delle autorità competenti che, se adottati, avrebbero potuto evitare il disastro ambientale e, appunto, la morte di due persone. L’indagine riguarderà, quindi, anche la pulizia dei canali di deflusso delle acque piovane e i costoni che hanno ceduto a seguito del nubifragio.

Per questo motivo nei prossimi giorni i pubblici ministeri titolari delle indagini, coordinati dal procuratore di Foggia, Leonardo Leone de Castris, affideranno una consulenza collegiale ad un pool di esperti di cui faranno parte anche geologi e urbanisti.

A sollecitare l’apertura di una inchiesta nei giorni scorsi era stato il Codacons, che aveva peraltro presentato un esposto alla Procura di Foggia, mentre la Confedilizia provinciale di Foggia aveva chiesto una commissione di indagine (a questo punto alla Regione) sul ruolo dei Consorzi di bonifica (in provincia di Foggia ve ne sono due ed entrambi non commissariati, quello della Bonifica della Capitanata e quello della Bonifica del Gargano).

La decisione della procura foggiana ha già provocato le prime reazioni. Tra le più significative quella del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola: «La considero una buona notizia perchè bisogna capire se c'è una relazione tra alcuni effetti del disastro e alcune violazioni della legge dello Stato e naturale compiute in quell'area»,

«Abbiamo visto delle brutture e degli stupri all’ambiente - ha aggiunto il presidente Vendola – e stiamo tutti quanti imparando, finalmente, che non puoi pensare che la natura non reagisca se la strozzi. Ad un certo punto reagisce. Credo bisogna chiudere la lunga stagione dell’illegalità e dell’impunità in materia ambientale».

Nel frattempo mentre sul Gargano prosegue l’opera di prosciugamento e di sgombero del fango da parte dell’Esercito Italiano, c’è attesa oggi per l’insediamento del tavolo tecnico presso il ministero dell’Ambiente per definire le strategie di intervento e di messa in sicurezza delle aree garganiche, un adempimento che richiederà ingenti finanziamenti e che prescinde dall’opera di rilancio delle aree colpite, in particolare Peschici e dintorni, tra i luoghi di maggiore attrazione turistica della Puglia.

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