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Lucera, comune verso il crac nel '95 era il più «ricco»

di ANTONIO GAMBATESA
LUCERA (Foggia) - La parabola discendente di un ente che meno di vent'anni fa era considerato virtuosissimo con i suoi 30 miliardi di lire in cassa a tal punto da diventare un caso nazionale. Ora la nuova amministrazione deve fare i conti con uo squilibrio di oltre cinque milioni di euro
Lucera, comune verso il crac nel '95 era il più «ricco»
ANTONIO GAMBATESA
LUCERA (Foggia) -  Da uno dei comuni più ricchi d’Italia a ente sull'orlo del dissesto finanziario. Parabola discendente per l’ente di corso Garibaldi che nel giro di diciannove anni è scivolato dal trono su cui era salito, per il primato raggiunto nel 1995 (quando un vero e proprio tesoretto di 30 miliardi di vecchie lire scovato dagli amministratori pro-tempore tra le varie poste di bilancio dell’epoca consentì a Lucera di assurgere alle cronache nazionali), al baratro prospettato dal sindaco Antonio Tutolo, in difficoltà a quadrare i conti preventivi del 2014. Ora che anche il consiglio comunale ha ufficialmente appreso della comunicazione del primo cittadino, il quale sulla base della relazione del dirigente comunale del settore, Raffaele Cardillo, ha sentenziato lo squilibrio dei conti, il problema è di tutta la città.Subìre l’onta del dissesto finanziario significa in soldoni, appunto, lacrime e sangue per la comunità degli amministrati. Tasse locali pesanti, più di quanto già non lo siano, assunzioni municipali qualora effettuabili bloccate, rubinetti a secco per il finanziamento di mutui occorrenti ad aprire i cantieri delle opere pubbliche, personale municipale posto alle strette. Insomma, una disgrazia. Dal virtuosismo al depauperamento: questa la metafora della città di Lucera che comunque una situazione simile mai l’aveva sfiorata così concretamente.

I dati contabili, d’altronde, sono spietati. Dall’esame operato dagli uffici economico-finanziari di palazzo di città ammonta a 5 milioni e 800 mila euro la squilibratura registrata. Che potrebbe aumentare se entro le prossime ore gli altri settori municipali dovessero far emergere ulteriori debiti; cosa possibile (ma non auspicata) considerato lo stato dell’arte. E la corsa è proprio contro il tempo: entro il 30 settembre, quando per legge scadono i termini di approvazione del bilancio preventivo dell’anno in corso, il consiglio comunale è chiamato a licenziare il bilancio ovvero a certificare il dissesto con tutte le conseguenze che ne derivano. Una pezza è stata messa con il budget da introitare con la Tasi, la nuova tassa applicabile dal primo gennaio scorso e voluta da Roma per consentire ai comuni di coprire l’erogazione dei servizi indivisibili resi. Per il 2014 l’introito dovrebbe aggirarsi sul milione e 800 mila euro, utile a coprire il 64 per cento di servizi come l’illuminazione pubblica, la tutela ambientale, i servizi demografici e la sicurezza locale assicurata dalla polizia municipale. Le aliquote non sono state portate al massimo dall’amministrazione civica in carica, tuttavia lo sfiorano.

Il consigliere comunale di minoranza Giuseppe Bizzarri di «Lucera progetto comune», ha stigmatizzato le decisioni della giunta comunale invitandola «a raccontare alla città le cose come stanno, in tema di Tasi». E’ dello 0,25 per cento (il minimo è dell’0,1 per cento) della rendita catastale dell’immobile occupato (con una compartecipazione dell’eventuale affittuario pari al 10 per cento del complessivo gravame tributario) l’aliquota stabilita. Per una somma finale che si abbatterà per tutti coloro che detengono la prima casa di abitazione, se si considerano gli 80 euro di benefit concesso a tutti. Oltre a 50 euro di abbattimento per ogni figlio a carico purchè convivente e non superiore ai 26 anni. Un emendamento proposto in consiglio comunale dal capogruppo del Pd, Dino Del Gaudio, volto a includere nell’abbattimento della somma per i figli a carico anche quella relativa a un disabile presente in casa, è stato respinto dalla maggioranza dei tutoliani. Motivazione: i tempi tecnici strettissimi non consentivano tale riformulazione. Probabilmente, invece, sono proprio i conti che non sarebbero tornati.

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