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Cancro al polmone, test del respiro per scoprirlo?

ROMA - La prospettiva di un test del respiro per diagnosticare il tumore ai polmoni si deve a uno studio diretto da Giovanna Elisiana Carpagnano, dell’Università di Foggia, presentato oggi al congresso mondiale della società europea di medicina respiratoria in corso a Monaco di Baviera
Cancro al polmone, test del respiro per scoprirlo?
ROMA – Il cancro dei polmoni potrebbe essere diagnosticato in modo semplice, non invasivo e non costoso con un test del respiro, attraverso uno speciale 'termometrò che misura la temperatura del respiro esalata dal soggetto in esame. Se questa temperatura risulta alta è probabile la presenza del tumore.
L'avveniristica metodologia diagnostica è stata presentata oggi al congresso mondiale della Società Europea di Medicina Respiratoria in corso fino al 10 settembre a Monaco di Baviera.

La prospettiva di un test del respiro per la diagnosi del tumore ai polmoni si deve a uno studio diretto da Giovanna Elisiana Carpagnano, docente dell’Università di Foggia.

L'attuale iter diagnostico per il cancro ai polmoni non è del tutto semplice e breve: il primo esame da eseguire è in genere rappresentato dalla radiografia del torace. Qualora la lastra non dovesse fornire informazioni esaustive, si procede ad ulteriori esami più complessi come la tomografia computerizzzata (TC) o la tomografia a emissione di positroni (PET). E’ poi in genere eseguita una biopsia per studiare a fondo il tumore.

Un test rapido e non invasivo in grado di bypassare almeno i primi step diagnostici potrebbe essere molto risolutivo in clinica, di qui l’idea degli italiani di studiare il test del respiro. Questa tipologia di test è oggi usata in medicina respiratoria, ad esempio per l’asma, ma anche in altri settori clinici, almeno a livello sperimentale. Il lavoro italiano ha dimostrato la validità di un test molto particolare pur nella sua semplicità: piuttosto che andare ad esaminare la composizione chimica dell’aria esalata, si misura semplicemente la sua temperatura, con uno strumento ad hoc chiamato X-Halo.

Per dimostrare l’efficacia di questo metodo i ricercatori hanno coinvolto un campione di 82 soggetti cui attraverso una radiografia del torace era stato segnalato il sospetto di una neoplasia polmonare. Inviati ad ulteriori esami, per 40 di loro è stata confermata la diagnosi, mentre gli altri 42 non risultavano malati.

I ricercatori italiani hanno confrontato le temperature dell’aria esalata da ciascun soggetto con i dati diagnostici a disposizione ed hanno così visto che se la temperatura dell’esalato è alta oltre una certa soglia, siamo in presenza del tumore. Le temperature dell’esalato registrate dal termometro sono tanto più alte quanto più il soggetto malato ha una storia di fumatore di lungo corso e tanto più avanzato e lo stadio del tumore.

"I nostri risultati suggeriscono che il tumore del polmone causa un aumento della temperatura dell’esalato – conclude Carpagnano; questa è una scoperta significativa che potrebbe cambiare il modo di fare diagnosi di questo tumore". La speranza è migliorare l’attuale processo diagnostico offrendo ai pazienti un test semplice e non stressante che è anche più economico e facile da eseguire per i clinici.

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