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Peschici, morì nell'incendio del 2007: chiesti 4mln a Regione e ministeri

di FRANCESCO TROTTA
PESCHICI - I familiari di una delle vittime del rogo di Peschici di 7 anni fa avviano una causa civile e chiedono i danni - nell’ordine di quattro milioni di euro - a Regione Puglia, ministeri dell’Interno e dell’Agricoltura: sostengono che il parente morì per i ritardi nelle opere di spegnimento dell’incendio. L’iniziativa è dei familiari di Domenico De Nittis: De Nittis nel 2007 aveva 62 anni e faceva il commerciante ambulante di olive (foto d'archivio)
Peschici, morì nell'incendio del 2007: chiesti 4mln a Regione e ministeri
di Francesco Trotta
PESCHICI - I familiari di una delle vittime del rogo di Peschici di 7 anni fa avviano una causa civile e chiedono i danni - nell’ordine di quattro milioni di euro - a Regione Puglia, ministeri dell’Interno e dell’Agricoltura: sostengono che il parente morì per i ritardi nelle opere di spegnimento dell’incendio. L’iniziativa è dei familiari di Domenico De Nittis: De Nittis nel 2007 aveva 62 anni e faceva il commerciante ambulante di olive. Il 24 luglio di 7 anni fa - quando le fiamme divamparono a Peschici in quella tragica mattinata di fuoco e terrore, contrassegnata dalla tragica morte di 3 persone e dalla fuga di migliaia di residenti e villeggianti per sfuggire al rogo - si trovava dalle parti di Manaccora. Il fuoco lo sorprese all’improvviso. Lo ritrovarono con gravissime ustiopni, ma ancora vivo anche se in condizioni disperate.

Proprio la gravità delle ustioni riportate impose l’immediato trasferimento del commerciante garganico in elicottero a Genova in un ospedale, nel centro grandi ustionati di Villa Scassi attrezzato per curare lesioni di quel tipo. Ma purtroppo ci fu poco da fare. Il commerciante perì, dopo tre giorni di atroci sofferenze, il 27 luglio 2007. Fu la terza e ultima vittima - delle tre accertate- di quel rogo mortale. Le altre due (Carmela e Romano Fasanella, di 81 e 71 anni, entrambi di Peschici, fratello e sorella, rimasti intrappolati dal fuoco mentre stavano rientrando a casa in auto ed i cui corpi furono trovati carbonizzati sull’asfalto dai soccorritori) perirono lo stesso giorno dell’incendio.

Oggi a distanza di sette anni da quel giorno di lutto e lacrime gli eredi di De Nittis (sono cinque: Lucrezia Pupillo, Michele De Nittis, Fausta De Nittis, Matteo De Nittis e Giandomenica De Nittis, assistiti dall’avvocato Giuseppe Falcone) hanno deciso di promuovere una causa civile contro la Regione Puglia, contro il ministero delle politiche agricole e forestali e contro il ministero dell’Interno. «La morte del signor De Nittis si verificò a causa dei gravissimi ritardi nei soccorsi, dovuti alla negligenza degli enti preposti» è la motivazione del ricorso fornita dal legale. Il quale stima approssimativamente in circa quattro milioni di euro l’ammontare del risarcimento da richiedere.

La lettera di messa in mora è stata già ricevuta dai due ministeri e dalla Regione Puglia. Mentre attualmente è in corso di redazione l’atto di citazione presso il Tribunale di Bari. L’avvocato Falcone spiega di agire per conto degli eredi di Domenico De Nittis non solo per motivi economici. I familiari dell’uomo morto per la gravità delle lesioni sono infatti intenzionati - al di là dell’aspetto economico- ad ottenere giustizia per la perdita improvvisa del congiunto. Così il legale della famiglia De Nittis ricostruisce cosa successe quel 24 luglio di sette anni fa: «Solamente alle ore 11.52, ovvero quando già l’incendio aveva raggiunto vaste dimensioni ed aveva già provocato le ustioni gravissime al signor De Nittis, che ne avrebbero provocato la morte il successivo 27 luglio 2007 presso l’Ospedale di Genova, al “Coau” pervenne la richiesta di concorso aereo da parte del “Cor” della Regione Puglia per l’incendio nel Comune di Peschici».

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