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Siponto, fede e tradizione per i volti della Madonna

MANFREDONIA - Il momento più alto e intenso della fede dei manfredoniani verso la santa patrona Maria SS. di Siponto, è indubbiamente quello della processione dell’icona di questo pomeriggio del 31 agosto. Tutta la città è coinvolta. Un pellegrinaggio al contrario: in questa occasione speciale è infatti la Madonna che va a visitare strada per strada, che quasi entra nelle case
Siponto, fede e tradizione per i volti della Madonna
MANFREDONIA - Il momento più alto e intenso della fede dei manfredoniani verso la santa patrona Maria SS. di Siponto, è indubbiamente quello della processione dell’icona di questo pomeriggio del 31 agosto. Tutta la città è coinvolta. Un pellegrinaggio al contrario: in questa occasione speciale è infatti la Madonna che va a visitare strada per strada, che quasi entra nelle case.
Il percorso è lungo e le soste frequenti. Il corteo guidato dall’arcivescovo Michele Castoro, esce alle 18 dalla cattedrale per percorrere via Arcivescovado, corso Manfredi, viale Aldo Moro, via Tulliano, via della Croce, via di Porta Pugliese, via Palatella, via Antiche mura, via Magazzini, via Isonzo, via G. Matteotti, viale Beccarini, via San G. Bosco, corso Manfredi via Campanile per sboccare in Piazza Giovanni XIII alle dieci. Il corteo si è intanto ingrossato. Sono diverse migliaia i fedeli (ben oltre ventimila) che seguono l’icona pregando, reggendo un cero. C’è chi procede a piedi.

E’ credenza accreditata che nel corso della processione avvengano conversioni e guarigioni insperate. D’altra parte fino a quando il quadro non è stato trasferito a Manfredonia nel 1973, si andava a prelevarlo in processione ogni qualvolta il popolo ne invocava la protezione per evitare calamità naturali. Stesso cerimoniale alla vigilia della festa patronale e alla fine. Una via vai che ha provocato non pochi danni al Tavolo sottoposto a restauri ripetutamente. Fino a quando non si decise di stabilizzarlo nella cappella al centro della cattedrale. In processione dal 2002 viene portata una copia benedetta. Un accorgimento necessario che tuttavia non ha scalfito minimamente la devozione dei fedeli a riprova di come non sia una immagine ad alimentare la fede, bensì il sentimento che da essa deriva.

Il Quadro della Madonna è in ogni caso meta di pellegrinaggio continuo. Pressoché in disparte, quasi ignorata benché si trovi in una cappella poco distante da quella dell’icona, è la Sipontina, una pregevole statua lignea policroma della Madonna di Siponto in trono, datata al VI secolo. Prima di essere trasferita in cattedrale, troneggiava nella cripta della basilica di Siponto. E se la Sipontina e la stessa icona rimandano al passato, c’è una terza raffigurazione della Madonna di Siponto che guarda la futuro. Si trova nell’atrio del Palazzo episcopale dono dell’arcivescovo D’Ambrosio a ricordo dell’anno mariano 2006. E’ stata realizzata dallo scultore Michele Carafa di Termoli combinando il bianco del marmo di Carrara, con quello rosa Portogallo. Una statua marmorea a grandezza naturale, che richiama in stile moderno la Sipontina e che esprime forte e accattivante la carica diretta e vigorosa della vicinanza celeste. [Michele Apollonio]

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