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Cerignola dice no al sito di scorie nucleari Il sindaco: «Ci opporremo»

CERIGNOLA (Foggia) - Solo un mese fa la polemica con la Regione per la scelta dell’interporto (abbandonato da anni) come centro di smistamento dei rifiuti del Gargano, adesso l’individuazione dell’area cerignolana come possibile sito per lo stoccaggio di scorie nucleari. «Non siamo affatto disposti ad ospitare né scorie nucleari né nuova immondizia di qualsiasi tipo. Cerignola ha già dato», afferma il sindaco Antonio Giannatempo
Cerignola dice no al sito di scorie nucleari Il sindaco: «Ci opporremo»
ANTONIO TUFARIELLO
CERIGNOLA (Foggia) - Solo un mese fa la polemica con la Regione per la scelta dell’interporto (abbandonato da anni) come centro di smistamento dei rifiuti del Gargano, adesso l’individuazione dell’area cerignolana come possibile sito per lo stoccaggio di scorie nucleari. La città di Di Vittorio abbandona l’etichetta del «bracciantato» tutta lotta senza paura per abbracciare quello della «pattumiera d’Italia»?

A Palazzo di città non ci stanno.«Non siamo affatto disposti ad ospitare né scorie nucleari né nuova immondizia di qualsiasi tipo. Cerignola ha già dato», afferma il sindaco Antonio Giannatempo che risponde così ad una segnalazione del locale circolo di Rifondazione comunista che gli aveva “girato” la notizia di un periodico torinese che rendeva conto di una indagine dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, riguardante l’individuazione delle aree ritenute idonee, in Italia, ad ospitare il deposito unico di residui radioattivi permanenti della capacità di 900mila metri cubi. E tra queste vi sarebbe il Tavoliere ed in particolare Cerignola.

Giannatempo, si è evidentemente documentato ed ha replicato così: «La Guida tecnica n.29, pubblicata su www.isprambiente.gov.it, sui “Criteri per la localizzazione di un impianto di smaltimento superficiale di rifiuti radioattivi a bassa e media attività”, riporta i criteri di esclusione e quelli di approfondimento per la scelta del sito. Tengo a precisare che sarà la Sogin, società dello Stato incaricata dell’attuazione dello smantellamento delle ex centrali e della gestione dei rifiuti radioattivi, ad effettuare la valutazione specifica dei criteri stessi e, una volta individuato il sito idoneo, ad avviare il procedimento con il preventivo coinvolgimento delle realtà locali, le quali poi dovranno esprimersi in merito all’accoglimento della proposta. Nel malaugurato caso in cui fosse individuata Cerignola quale sito destinato al deposito di rifiuti radioattivi di bassa e media intensità - osserva il sindaco e presidente del Consorzio di Bacino Foggia 4 - sarà il consiglio comunale ad esprimersi, dopo avere effettuato un’ampia consultazione della cittadinanza e interessato la Regione Puglia, che ha competenze in materia ambientale. Per ora, non possiamo che augurarci che la scelta non ricada sul territorio di Cerignola che, oltre ad essere classificato sismico dalla normativa nazionale, ha un paesaggio ancora incontaminato sotto il profilo della radioattività. E tale dovrà rimanere. Sarà premura di questa amministrazione mantenere una costante attenzione alla problematica e informare la popolazione sulla vicenda».

Sarebbe paradossale che un territorio che è già divenuto un immondezzaio pubblico con annesso inceneritore, sia individuato anche quale area di stoccaggio per scorie radioattive. A meno che anche questo “regalo” non si inquadri in quel modello industriale per la gestione del ciclo dei rifiuti di cui c’è chi si fa vanto. E di fronte al quale, a sentire la gente di Cerignola, saranno pronte le barricate.

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