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«Turismo oro di Puglia» Un testo per organizzare e riuscire a destagionalizzare

In questo fine agosto costellato di polemiche sul «turismo maleducato» che ha infastidito non poco i villeggianti di alcune località balneari salentine è evidentemente mancata l'analisi esatta delle potenzialità e delle dinamiche necessarie a gestire un sistema turistico efficiente, che sappia rispettare l'ambiente (come risorsa primaria e da conservare), valorizzare le tradizioni, offrire al turista ciò che cerca e magari riuscire a farlo tornare.Di tutto questo si parla nel libro-manuale «Turismo & Management d'impresa» di Flavio Roberto Albano
«Turismo oro di Puglia» Un testo per organizzare e riuscire a destagionalizzare
Il turismo se ben gestito può rappresentare per la Puglia una vera miniera d'oro. Ma il settore deve essere attentamente studiato nelle sue dinamiche per poter creare (e di conseguenza offrire) un servizio su misura per ogni turista che arriva sul Gargano, piuttosto che nel Salento. In questo fine agosto costellato di polemiche sul «turismo maleducato» che ha infastidito non poco i villeggianti di alcune località balneari salentine è evidentemente mancata l'analisi esatta delle potenzialità e delle dinamiche necessarie a gestire un sistema turistico efficiente, che sappia rispettare l'ambiente (come risorsa primaria e da conservare), valorizzare le tradizioni, offrire al turista ciò che cerca e magari riuscire a farlo tornare.

Di tutto questo si parla nel libro-manuale «Turismo & Management d'impresa» di Flavio Roberto Albano dove l'autore è riuscito a raccogliere una mole imponente di dati e incrociarli per costruire una sorta di osservatorio privilegiato di come influenzare la domanda e l'offerta turistica in Puglia. «La verità – sottolinea Albano proprio nella sua prefazione – è che dovremo venderci in maniera più moderna e focalizzata, accettare, comprendere e iniziare a collaborare», il tutto seguendo essenzialmente due direttrici: rispettando l'ambiente secondo un'economia etica e verde e de-stagionalizzando. Sicuramente non è semplice parlare di «turismo».

Organizzare un serio progetto di marketing significa necessariamente coinvolgere più attori per riuscire a confezionare un prodotto sì di servizi oggettivi (un buon albergo, piuttosto che un ristorante, cortesia nel servizio, ambiente confortevole) ma anche di emozioni legate ad un soggetto (il turista) che vuole appassionarsi ed essere stupito. Ecco perché conclude Albano «il viaggiatore non deve essere visto come denaro contante che cammina ma come un'opportunità sul quale investire».
Questa visione turistica significa necessariamente progettare non solo a breve termine ma a più lungo raggio per creare una spirale virtuosa che anno dopo anno si autoalimenta. Il punto di partenza è l'ambiente e il paesaggio, si aggiungono servizi integrati ed efficienti, attori in coordinamento che sappiano offrire al singolo turista esattamente quello che cerca e il gioco può dirsi fatto.

Sembra facile ma non lo è. A tutto questo per la Puglia si deve aggiungere la possibilità di esplorare spazi di un turismo «diverso» che non sia solo balneare-estivo, ma si nutra di cultura, ruralità, arte, sport, enogastronomia e religione per poter «vendere» la regione anche a gennaio, febbraio, marzo... per 365 giorni all'anno.

Parliamo di turismo, non accontentiamoci dei 150mila spettatori della Notte della Taranta, non accettiamo supinamente che orde indisciplinate rovinino una località bella come Gallipoli, promuoviamo la Puglia con il suo autunno caldo e l'odor di vino, l'inverno delle tradizioni natalizie e carnevalesche, la primavera e i suoi profumi, ma facciamolo in maniera strutturata. Una buona base di partenza è il testo di Albano, per partire dai numeri e confrontarsi con le esperienze già fatte, per non sbagliare e perdere una opportunità di sviluppo unica. [Rita Schena]

Flavio Roberto Albano, «Turismo & Management d'impresa. Gestione organizzata dell'azienda e della destinazione turistica», Youcanprint, 20€.

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