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Il sindaco di Foggia Landella «Sono pronto ad assumere presidenza della Provincia»

di FILIPPO SANTIGLIANO
FOGGIA - Il sindaco di Foggia Franco Landella traccia un primo bilancio a due mesi dall’elezione a sindaco, anticipa alcuni progetti per il futuro e lancia la sua candidatura alla guida della Provincia. «Non sono un sindaco “sceriffo”. Conosco bene quali siano i limiti e le competenze dei Comuni in questa delicatissima materia. Ma so anche quali sono i margini di intervento dei primi cittadini. I foggiani hanno il diritto di riappropriarsi dei luoghi e degli spazi della città. Foggia non è ostile al resto del suo territorio, credo che sia proprio il contrario»
Il sindaco di Foggia Landella «Sono pronto ad assumere presidenza della Provincia»
di FILIPPO SANTIGLIANO

Sindaco, oggi Foggia celebra la Festa della Madonna dell’Assunta. Un momento identitario, laico e religioso. Che augurio rivolge alla città?


«Sono legato questa ricorrenza da sentimenti di devozione e di forte appartenenza. Il mio pensiero va oggi a tutti coloro i quali stanno vivendo una situazione di difficoltà. Alle famiglie che sono in sofferenza. Ai nostri ragazzi che vivono l’incertezza del futuro. A quanti, non potendo permettersi vacanze, sono rimasti in città. Non a caso ho voluto ripristinare la tradizione dei fuochi pirotecnici, delle proiezioni cinematografiche in villa e del concerto in piazza. Anche attraverso questi momenti possiamo recuperare il nostro senso di identità».

Landella, questo è il suo primo Ferragosto da sindaco. È possibile tracciare un parziale bilancio della sua esperienza a Palazzo di Città?

«Tracciare un primo bilancio è forse prematuro. Si possono però descrivere alcune impressioni. A cominciare dall’impegno che occorre profondere in sede politica ed amministrativa in questa difficilissima fase vissuta dalla città. La fascia di sindaco è per davvero un onere ed un onore. Pur avendo sempre coltivato un rapporto diretto con la nostra comunità, oggi sto scoprendo quanto ci sia bisogno di una politica che rimetta al centro l’interesse collettivo ed il bene comune. In questi primi mesi sono partito da alcune criticità, ma soprattutto dai servizi minimi essenziali: manutenzione stradale, illuminazione, sicurezza. Tutte questioni sulle quali i foggiani chiedevano maggiore attenzione e interventi più incisivi».

La prima emergenza con cui si è confrontato è stata quella del crollo della palazzina di via De Amicis. Qualche giorno fa ha comunicato che presto le famiglie potranno rientrare nelle loro case.

«Ho seguito personalmente, assieme all’assessore ai Lavori Pubblici D’Emilio, tutte le fasi di questa emergenza. Un dramma che piombò sulla campagna elettorale in modo drammatico e che riportò alla nostra memoria ricordi tragici e ferite mai rimarginate. Conosco personalmente molte delle famiglie della palazzina esplosa e so bene quanta sofferenza ci sia stata in quel crollo e nelle sue conseguenze. Abbiamo vigilato sui tempi della perizia disposta dal magistrato inquirente, ed oggi che è arrivato il nulla osta alla messa in sicurezza dell’edificio possiamo partire con gli intereventi che saranno necessari. La mia speranza è che nell’arco di qualche settimana potremo far rientrare le famiglie nelle loro case».

In questa prima fase del suo mandato lei si è caratterizzato come il «sindaco delle ordinanze». Prima i blitz contro la contraffazione e l’abusivismo, poi l’ordinanza antiprostituzione. Provvedimenti spot?

«Tutt’altro. Sono convinto che la crescente richiesta di legalità e sicurezza meritasse una risposta chiara ed efficace. Non sono un sindaco “sceriffo”. Conosco bene quali siano i limiti e le competenze dei Comuni in questa delicatissima materia. Ma so anche quali sono i margini di intervento dei primi cittadini. I foggiani hanno il diritto di riappropriarsi dei luoghi e degli spazi della città, senza paure o timori. Eliminare la presenza delle prostitute dal “Quartiere ferrovia”, ad esempio, significa incentivare i cittadini a frequentarlo nuovamente, sostenendo così le attività commerciali della zona ed accogliendo le richieste dei residenti. Sul contrasto all’abusivismo, però, vorrei spendere qualche parola».

Prego. Questa è l’occasione.

«Ho letto ed ascoltato che la mia Amministrazione avrebbe compiuto una sorta di atto razzista e xenofobo. È un’interpretazione falsa. Come dissi in campagna elettorale, la lotta all’abusivismo riguarda tutti: italiani e stranieri. Non facciamo alcuna distinzione. Certo, i primi controlli hanno interessato le bancarelle del centro cittadino. Ma è mia intenzione nei prossimi mesi allargare questa azione a tutto il resto della città. Perché la legalità è un principio che deve tornare a valere per tutti. A questo proposito voglio ringraziare il Corpo di Polizia Municipale per il lavoro che sta svolgendo in queste settimane».

I Vigili Urbani negli ultimi tempi, per la verità, erano sempre più spesso al centro delle critiche.

«Lo so bene. So però anche che spesso sono l’organizzazione e gli obiettivi a fare la differenza. Il ritorno della Polizia Municipale in “piazzetta” nei fine settimana è il frutto di una precisa volontà politica, che oggi mostra i primi importanti risultati. Sono gli stessi esercenti del centro storico a riconoscerlo. I nostri agenti sono tornati ad essere un punto di riferimento per i cittadini, cosa di cui sono orgoglioso».

Sul piano politico, la formazione della sua Giunta è stato un momento di fortissima fibrillazione per la sua coalizione. Qual è la tenuta attuale della maggioranza?

«La formazione delle Giunte è per definizione un momento delicato sul fronte politico. Si discute e ci si confronta. La dialettica politica, d’altro canto, funziona così. Credo però che il voto in Aula, sia per l’elezione del presidente del Consiglio comunale sia per l’approvazione del regolamento sulla governance delle ex municipalizzate, abbia dimostrato che la maggiorana c’è ed è coesa. D’altronde sarebbe inconcepibile se il centrodestra, tornato al governo della città dopo dieci anni di opposizione, cominciasse a litigare. Sarebbe un pessimo segnale che i cittadini non capirebbero. Come sempre dibatteremo sui problemi e sulle soluzioni. Avendo però come unica stella polare il bene della città e gli impegni che abbiamo assunto in campagna elettorale. Tutto il resto è polemica ad uso e consumo di chi è in cerca di un po’ di visibilità».

Con il suo ex avversario, Augusto Marasco, sembra essere tornato un contradditorio corretto, anche se polemico.

«Non ho mai considerato l’architetto Marasco un “nemico da abbattere”. Non l’ho mai delegittimato e mi ha rammaricato la fase in cui sembrava lui a non legittimare il mio ruolo. Ho apprezzato il suo partecipare alle prime due sedute del Consiglio comunale nonostante il ricorso al Tar. Un po’ meno il suo atteggiamento sulla governance delle ex aziende speciali. Continuo però a pensare che il suo contributo e quello dell’intera minoranza, anche in termini di proposte, siano un elemento positivo per l’Assemblea consiliare e la città. L’ho detto nel mio discorso di insediamento: confronto e non scontro, dialettica e non delegittimazione reciproca».

Si candiderà alla presidenza della Provincia?

«Dopo la riforma che ha trasformato le Province in “Enti di secondo livello” trovo fisiologico che il sindaco del comune capoluogo ambisca a ricoprire il ruolo di presidente dell’Amministrazione provinciale. Considero legittime le aspirazioni manifestate da molti miei colleghi dei centri più piccoli della Capitanata. Non vorrei che però fossero il frutto di un “sospetto” nei confronti di Foggia, ritenuta non in grado di tutelare le esigenze dell’intera provincia. Si tratta di un pregiudizio infondato. D’altro canto, la battaglia che sto conducendo per la piena operatività del “Gino Lisa” riguarda lo sviluppo di tutta la provincia, non solo di Foggia. Peraltro l’incarico di coordinatore provinciale del Pdl che ho ricoperto negli anni scorsi mi ha permesso di conoscere a fondo problemi e potenzialità del territorio, i cui diritti saranno difesi in modo maggiore quanto più forte sarà il “peso politico” che si potrà mettere in campo nell’interlocuzione con le altre istituzioni. Ed è ovvio che il sindaco del comune capoluogo può esercitare questa funzione in modo più efficace».

Da dove riparte il sindaco Landella a settembre?

«Innanzitutto dalla sicurezza delle nostre scuole. Abbiamo avviato un’attività tesa a certificare l’agibilità di tutti gli edifici che ospitano scuole comunali, che dobbiamo accelerare per concludere l’iter prima dell’inizio dell’anno scolastico, salvaguardando anche il servizio mensa. Poi penso alla costituzione formale delle Consulte tematiche, alla riapertura del Teatro Giordano, alla definizione di un piano di manutenzione stradale complessivo e ordinario e non in emergenza, alla discussione riguardante strumenti di programmazione come il Piano del Commercio ed il Piano Urbanistico Generale, nonché l’avvio del lavoro che dovrà essere compiuto rispetto al ciclo di risorse comunitarie 2014-2020. Senza dimenticare il campo delle politiche sociali, che questo momento di crisi economica deve rappresentare un avamposto per arginare la povertà ed il disagio di tantissimi nostri concittadini».

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