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Foggia, assegnata la gara per la pista dell'aeroporto

di MASSIMO LEVANTACI
FOGGIA - Sarà l’impresa Massimo Pinto di Lucera a realizzare i lavori per il prolungamento a 2mila metri della pista del Gino Lisa. Aeroporti di Puglia ha affidato la gara in assegnazione temporanea, dopo aver scartato l’offerta della prima classificata (un’impresa leccese) per un ribasso «anomalo» del 56%. I lavori potrebbero cominciare a ottobre
Foggia, assegnata la gara per la pista dell'aeroporto
di Massimo Levantaci

FOGGIA - La pista del Gino Lisa ha trovato finalmente l’impresa che potrà allungarla. E’ la Massimo Pinto di Lucera, seconda classificata nella graduatoria del bando di gara pubblicato da Aeroporti di Puglia, che si è vista assegnare l’appalto con un ribasso d’asta del 53%. L’aggiudicazione è provvisoria, come prescrive la legge sugli appalti pubblici, si dovrà adesso attendere il tempo necessario per le verifiche ed eventuali contestazioni che già si preannunciano, prima dell’assegnazione definitiva. Ma è già un bel passo avanti per smuovere lo stallo intorno all’aeroporto foggiano, rimasto bloccato a lungo (e tuttora incagliato) nel gorgo di una gara d’appalto per l’allungamento a 2mila metri, interrotta bruscamente nel novembre scorso e poi ripresa qualche mese dopo previo opportune correzioni.

Una gara ostacolata dalle ubbie sulla valutazione ambientale ferma al ministero da diciotto mesi (marzo 2013), una gara - va ricordato - andata a sbattere anche contro le valutazioni della Commissione europea per il finanziamento di 14 milioni di euro che pare possa configurarsi come «aiuto di Stato». Le contestazioni, prevedibili, sono quelle della prima classificata, l’impresa leccese che con il 56% di ribasso d’asta sembrava avesse presentato l’offerta migliore e non soltanto da un punto di vista economico. Ma agli occhiuti controllori di Aeroporti di Puglia quell’offerta è sembrata fin troppo anomala, ecco dunque il passaggio alla seconda classificata che propone comunque un ribasso sostanzioso anche se più contenuto.

Adesso lo scenario che si prospetta davanti al Gino Lisa è di due tipi: l’impresa entro fine ottobre potrebbe essere operativa, ma senza il rilascio della Via e l’ok al finanziamento da parte dell’Unione europea, non potrà sollevare nemmeno un mattoncino della pista attuale. Dunque sarebbe virtualmente bloccata, ipotesi che Aeroporti di Puglia non esclude nel contratto che si è premurata di far firmare all’impresa vincitrice, una sorta di “nulla a pretendere” (che nel primo bando di gara, poi sospeso, non c’era) vincolante per l’impresa aggiudicataria. Lo scenario numero due è ovviamente molto diverso: sappiamo che a settembre si riunirà la nuova commissione nazionale Via e che l’Enac (ente nazionale per l’aviazione civile) ha richiesto per il Gino Lisa la ripresa della procedura tecnica. A questo passaggio però ne è legato un altro, di tipo squisitamente politico: il piano nazionale aeroporti, che il ministro Lupi dovrebbe pubblicare proprio a settembre, pare possa includere anche Foggia nella lista degli scali d’interesse nazionale, dopo specifica richiesta che il presidente della Regione, Nichi Vendola, si è impegnato a notificare al ministero dei Trasporti in quella famosa nota al ministro Lupi a seguito dell’incontro di fine luglio che il sindaco Landella e il presidente della Camera di commercio, Porreca, ebbero con il viceministro Nencini.

Quanto al finanziamento Ue, gli uffici della Commissione starebbero completando l’istruttoria: lo rivelano alcuni chiarimenti richiesti qualche settimana fa alla Regione sul quadro economico dell’investimento complessivo. Anche se proprio ieri dalla Commissione Ue è giunto un monito all’Italia sui 41 miliardi di finanziamenti a rischio, senza un piano strategico e di cui i fondi del Gino Lisa sono un minuscolo granello di polvere. Resta da capire se arriveranno i 14 milioni promessi, oppure se la quota verrà decurtata del 25%, corrispondenti alla porzione dell’aiuto di Stato. Poco male, si dirà: con un ribasso d’asta del 53%, per allungare di quattrocento metri la pista (dagli attuali 1600 a 2000) saranno sufficienti poco più di 5 milioni di euro. Ma non è così scontato il ragionamento, poiché se passasse il principio comunitario sarebbe comunque necessario il cofinanziamento privato. Da parte di chi, allora? Molti osservatori indicano Aeroporti di Puglia (non si capisce a quale titolo), società strumentale al 99% della Regione, per il resto in mano a Province (c’è pure quella di Foggia) e Camere di commercio, tutti enti pubblici.

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