Sabato 21 Luglio 2018 | 02:26

Raccolta pomodoro tra muffe e meno prodotto

di MASSIMO LEVANTACI
FOGGIA - Campi inzuppati, piantine avvolte dalle muffe e raccoglitori con gli stivali. Sembrano campi di riso, quelli in cui invece sguazza il pomodoro. Ma la stagione è questa: prendere o lasciare. E al pomodoro da industria ormai non ne va bene più una già da qualche tempo. A cominciare dal prezzo del prodotto che ha perso, negli ultimi dieci anni, il «40%» secondo la stima degli industriali.
Raccolta pomodoro tra muffe e meno prodotto
di MASSIMO LEVANTACI

FOGGIA - Campi inzuppati, piantine avvolte dalle muffe e raccoglitori con gli stivali. Sembrano campi di riso, quelli in cui invece sguazza il pomodoro. Ma la stagione è questa: prendere o lasciare. E al pomodoro da industria ormai non ne va bene più una già da qualche tempo. A cominciare dal prezzo del prodotto che ha perso, negli ultimi dieci anni, il «40%» secondo la stima degli industriali. Dunque come si prospetta questa nuova stagione? «Magra, molto magra», il pensiero al solito pessimista e un po’ piagnone dei nostri agricoltori. Va detto che a guardarsi intorno i campi di pomodoro non promettono nulla di buono.

La raccolta del tondo è cominciata soltanto da qualche giorno in tutta la provincia che - lo ricordiamo - resta il principale bacino europeo di produzione con una media di 18 milioni di quintali. Quella del lungo, ovvero il prodotto di punta, partirà quasi contestualmente e comunque anche qui si fanno gli scongiuri. Gli agricoltori dicono che quest’anno raccoglieranno il 30% in meno rispetto a una resa stimata in 700-1000 quintali a ettaro secondo una forbice comunque molto alta che tiene conto dell’alta volubilità del prodotto. In ogni caso le muffe e l’orobanche, il devastante parassita che non si è riusciti a debellare, certamente ridurranno le quote di raccolto anche se nessuno sa dire di quanto. Gli industriali dell’Anicav ribattono che «nessuno può stimare una riduzione della produzione perchè siamo a inizio raccolta». E purtuttavia ricordano che «anche quest’anno è stato piantato in Puglia il 15% di prodotto in più di quanto pattuito».

Gli agricoltori ovviamente soffiano sul fuoco dei guasti del maltempo per far alzare il prezzo di consegna del pomodoro alle industrie di trasformazione. E il «miracolo» già è avvenuto se si pensa che al Nord il tondo viene scambiato a 9,2 euro il quintale, mentre in Capitanata siamo «già saliti a 9,5 euro, anche 10 euro» e questo perchè non viene firmato ormai da tre anni alcun accordo interprofessionale fra industrie e coltivatori con l’intento di speculare sul prezzo a vicenda: quando c’è meno prodotto soccombono le industrie, quando ce n’è molto gli agricoltori.

L’incognita del maltempo sembra comunque destinata a condizionare pesantemente la campagna 2014 almeno in provincia di Foggia e aree limitrofe. Il raccolto, cominciato in ritardo, proseguirà fino a tutto settembre e questo potrebbe significare per produttori e industriali continuare a vedersela con le intemperanze climatiche. Chi ne gioverà? Gli industriali appaiono perciò piuttosto guardinghi, in Capitanata i tre grandi gruppi di trasformazione (Princes, Castellano e Futuragri) hanno avviato a pieni giri gli stabilimenti e si va avanti adesso spediti. La raccolta verrà intensificata, costi quel che costi. Se il meteo si metterà per il meglio nei prossimi giorni (stando alle previsioni), si dovrebbe avere una raccolta copiosa. Per il momento però di Tir in giro se ne vedono pochi e ieri, all’altezza del Green park (statale 16) venivano segnalati non con poca soddisfazione degli agricoltori, «sette Tir fermi, completamente vuoti». C’è poco prodotto nei campi e, quello che c’è, costerà d’ora in poi sempre di più.

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