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Torremaggiore, fucilate contro auto del sindaco che tornava a casa

di ANTONIO D’AMICO
TORREMAGGIORE (FOGGIA) - La sua auto è stata affiancata e qualcuno gli ha scaricato contro una serie di fucilate. Un vero e proprio avvertimento dal sapore mafioso a Torremaggiore, centro agricolo dell'Alto Tavoliere. Nel mirino, sembra di un attentatore solitario, il sindaco Costanzo Di Iorio, 49 anni (nella foto), medico militare originario di Vico del Gargano, esponente di spicco dell’Udc provinciale, alla guida di una coalizione di centrosinistra. È successo alle 23 dell’altra sera
Torremaggiore, fucilate contro auto del sindaco che tornava a casa
di ANTONIO D’AMICO

TORREMAGGIORE (FOGGIA) - La sua auto è stata affiancata e qualcuno gli ha scaricato contro una serie di fucilate. Un vero e proprio avvertimento dal sapore mafioso a Torremaggiore, centro agricolo dell'Alto Tavoliere. Nel mirino, sembra di un attentatore solitario, il sindaco Costanzo Di Iorio, 49 anni, medico militare originario di Vico del Gargano, esponente di spicco dell’Udc provinciale, alla guida di una coalizione di centrosinistra. È successo alle 23 dell’altra sera, alle porte del centro abitato, a ridosso della strada provinciale «30» che porta a San Severo, nei pressi dell’abitazione dell’amministratore.

Tanto spavento per un attentato che aveva il solo obiettivo di mettere paura: gli inquirenti difatti escludono il tentativo di omicidio. Quanto accaduto potrebbe essere la risposta di qualcuno alla scelta adottata da Di Iorio e dalla sua giunta di «bonificare» da occupanti abusivi alcuni immobili di proprietà comunale le cui spese di gestione gravano da anni sulle spalle dell’e n t e. Di Iorio stava rincasando quando è stato affiancato da un’auto dalla quale è spuntata la canna di un fucile. In poco tempo, l’ar ma, quasi certamente un fucile automatico, ha esploso diversi colpi raggiungendo la parte bassa dello sportello lato passeggero sforacchiandolo in più punti.
Nessuno dei colpi ha raggiunto Di Iorio che se l’è cavata solo con tanto spavento. Rilievo, questo, che permette agli investigatori di escludere che l’attentatore avesse l’intenzione di uccidere il sindaco. Sarebbe stato sufficiente alzare un po’ la mira per raggiungere l’obiettivo.

Ci sarebbe comunque un filo conduttore dietro l’avvertimento. Nelle scorse settimane, l’amministrazione comunale guidata da Di Iorio ha avviato una capillare bonifica di immobili di proprietà dell'ente occupati da una ventina di famiglie. Nuclei che, da quanto trapelato, non pagano canoni di locazione ma nemmeno i consumi di acqua e altri servizi. Per meglio ottimizzare le spese dell Comune, la giunta ha deciso di sanare la situazione chiedendo la regolarizzazione di canoni e altre spese. Scelta che potrebbe aver innescato reazioni in chi forse non ha ben digerito la decisione degli amministratori dettata da esigenze di «spending review». Si tratta di quattro grossi stabili: l’ex pretura, l’ex macello, l’ex carcere e l’ex Asilo «De Sangro», tutti nel cuore del centro storico. Nei giorni scorsi, tra l’altro, uno dei componenti di queste famiglie aveva tentato di darsi fuoco davanti al Municipio dopo essersi cosparso il corpo di benzina. Solo l’intervento di un poliziotto fuori servizio ha evitato il peggio: l’agente ha spento le fiamme e chiamato il «118». Sull’avvertimento al sindaco indagano i carabinieri della compagnia di San Severo e i colleghi della stazione di San Severo. Massimo riserbo degli inquirenti sulle indagini che ovviamente seguono più piste. Molti gli attestati di solidarietà giunti al primo cittadino di Torremaggiore.

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