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Prostitute a Foggia è tolleranza zero

FOGGIA - Promette di azzerare il fenomeno prostituzione in città l’ordinanza anti-lucciole appena emanata dal sindaco Landella. «Intendiamo dare una risposta alle sollecitazioni che ci sono giunte da molti cittadini foggiani, soprattutto dai residenti del quartiere Ferrovia». Da ieri e fino al 31 gennaio 2015, stabilisce l’ordinanza, è vietato, sull’intero territorio comunale, sulla pubblica via e su tutte le aree soggette a pubblico passaggio, offrire o richiedere prestazioni sessuali a pagamento
Prostitute a Foggia è tolleranza zero
FOGGIA - Promette di azzerare il fenomeno prostituzione in città l’ordinanza anti- lucciole appena emanata dal sindaco Landella. «Intendiamo dare una risposta alle sollecitazioni che ci sono giunte da molti cittadini foggiani, soprattutto dai residenti del quartiere Ferrovia», puntualizza il primo cittadino. Da ieri e fino al 31 gennaio 2015, stabilisce l’ordinanza, è vietato, sull’intero territorio comunale, sulla pubblica via e su tutte le aree soggette a pubblico passaggio, offrire o richiedere prestazioni sessuali a pagamento. La violazione, è precisato nell’ordinanza n. 26, si concretizza con qualsiasi atteggiamento o modalità comportamentale, compreso l’abbigliamento, che manifesti inequivocabilmente l'intenzione di adescare o di esercitare il meretricio e con l'avvicinare le persone richiedendo e o concordando prestazioni sessuali a pagamento, o appartandosi.

Disposizioni anche per i clienti: «Coloro che si apprestano ad usufruire delle prestazioni delle esercenti attività di meretricio su strada sono, spesso, indotti ad un'imprudente condotta di guida, costituita da arresti improvvisi, manovre repentine o fermate prolungate che generano situazioni di pericolo per l'incolumità pubblica e per la sicurezza urbana e della circolazione stradale urbana ed extraurbana - evidenziano da Palazzo di Città - nei confronti dei trasgressori è prevista una sanzione di 100 euro, sia per i clienti che per chi svolge l’attività di meretricio, mentre per coloro che risulteranno recidivi, a partire dalla seconda violazione accertata in poi, la sanzione verrà sempre applicata nella misura massima di 500 euro». Disturbo della quiete pubblica, offesa alla pubblica decenza, oscenità, di degrado igienico e urbano, sono il corollario della prostituzione, che compromette così le condizioni di normale vivibilità.

«L’inottemperanza all'ordine di cessare immediatamente il comportamento illecito sarà perseguito ai sensi dell'art. 650 del Codice penale - precisano dal Comune - le persone dedite alla prostituzione, vittime di violenza o di grave sfruttamento ovvero in stato di particolare disagio, potranno essere avviate a programmi di sostegno e reinserimento psicologico e sociale attivi sul territorio comunale per il loro recupero ». Verranno anche monitorate tali condotte che spesso interessano anche minori, per intervenire con idonee misure sociali per contrastare l’insorgenza di fenomeni criminosi.

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