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Foggia, il fuoco si vince giocando d’anticipo Gargano «in rosso» su mappe

di ANNA LANGONE
FOGGIA - Quest'estate, come avviene dal 2008, la lotta agli incendi boschivi sul Gargano può contare anche sui 60 volontari del Campo operativo gemellato di Protezione civile di Jacotenente, nella Foresta Umbra: è qui il quartier generale di 14 squadre che perlustrano costantemente il territorio, uomini della Protezione civile provenienti, oltre che dalla Puglia, dalle regioni gemellate dell'Emilia Romagna e del Veneto
Foggia, il fuoco si vince giocando d’anticipo Gargano «in rosso» su mappe
di ANNA LANGONE

Può essere radente, di chioma o di interfaccia e ora siamo proprio nella fase di maggiore pericolosità, che è compresa tra il 15 giugno e il 15 settembre. E' proprio lui, l’incendio, uno dei nemici più temuti dell'estate, un attentatore subdolo che s'insinua anche negli ambienti più tranquilli, più rassicuranti, i luoghi prescelti per le ferie estive, per trascorrere quel periodo di relax sognato tutto l’anno.
Cosa c'è di più rilassante di un camping fra i boschi del Gargano? Come non amare l'immagine di grandi alberi che sovrastano il tetto di una casa di vacanza e le fanno ombra? Queste "cartoline" nascondono dei pericoli che soltanto un esperto può stanare. «Bisogna anzitutto intervenire sui rischi di incendi di interfaccia - spiega Francesco Ronco, del Servizio Protezione civile della Regione Puglia - il pericolo nasce dal contatto tra combustibile vegetale, cioè materiale erbaceo e boschivo, con le strutture antropiche. Per proteggere strade e abitazioni, per rendere concreto il concetto di autoprotezione, i gestori di infrastrutture, sia pubbliche che private, dovrebbero adottare misure di prevenzione come le potature, le fasce di protezione pulite attorno agli insediamenti abitativi, il taglio di materiale vegetale, le chiome degli alberi anzitutto, a contatto con i tetti. E' poi basilare che in ogni villaggio e insediamento turistico vi siano mezzi idonei al primo intervento in caso di incendio».

Non soltanto prevenzione però, anche il saper giocare d’anticipo sulle fiamme è di grandissima importanza. Nel Centro funzionale decentrato regionale vengono svolte attività di previsione degli incendi boschivi: in cosa consistono e come funzionano? «Le previsioni - risponde il dott. Ronco - vengono fatte sulla base di indici meteo-climatici inseriti all'interno di modelli: questo consente di avere la suscettività del territorio ad essere percorso dal fuoco. Sul Gargano, ad esempio, sono le pinete costiere le aree verdi più a rischio. La vegetazione a monte trattiene più umidità che la preserva maggiormente dal pericolo incendi».

Quest'estate, come avviene dal 2008, la lotta agli incendi boschivi sul Gargano può contare anche sui 60 volontari del Campo operativo gemellato di Protezione civile di Jacotenente, nella Foresta Umbra: è qui il quartier generale di 14 squadre che perlustrano costantemente il territorio, uomini della Protezione civile provenienti, oltre che dalla Puglia, dalle regioni gemellate dell'Emilia Romagna e del Veneto, affiancati dal Corpo Aib (antincendio boschivo) del Piemonte e dalle penne nere dell'Ana, l'associazione nazionale alpini.
Da luglio a settembre l'intera area garganica è sotto la loro protezione, ma non solo: Campo e volontari vengono coordinati dai funzionari della Regione al lavoro nella Sala operativa di Jacotenente, che è in continuo contatto con la Soup (la Sala operativa unificata permanente) presso la Protezione civile di Bari, dove operano fianco a fianco Corpo forestale, vigili del fuoco e Arif, l’Agenzia per le attività irrigue e forestali, Arif. Nella lotta attiva agli incendi, un ruolo determinante lo rivestono gli enti locali, dalla Regione, che con il decreto 226/2014 ha indicato anche quest'anno le norme e i divieti relativi agli incendi, ai Comuni. Nell'ambito del piano Aib (il piano antincendio boschivo che è passato dalle mani del Corpo forestale a quelle della Regione e dell'Università di Bari, artefici del Piano Aib 2012-14) è insostituibile anche il ruolo delle Prefetture: «Attraverso le Prefetture pugliesi - conferma Francesco Ronco - ci stiamo sforzando di sensibilizzare i Comuni ad elaborare delle mappe del rischio da divulgare sul territorio attraverso i piani di Protezione civile. Debbo dire che i Comuni negli ultimi anni stanno rispondendo meglio rispetto a quando siamo partiti e ora siamo al 60-70% dei Comuni pugliesi che si è dotato dei piani».

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