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Fiorisce la Daphne sericea nel parco del Gargano

FOGGIA - Lo scrigno naturalistico di biodiversità del Parco Nazionale del Gargano non finisce mai di stupire. Nell’area protetta è stata scoperta una nuova specie di Daphne sericea. L’anteprima di questa scoperta è in corso di pubblicazione sul prossimo numero rivista scientifica internazionale «PlantBiosystem»
Fiorisce la Daphne sericea nel parco del Gargano
FOGGIA - Lo scrigno naturalistico di biodiversità del parco del Gargano non finisce mai di stupire. Solo lo scorso mese di marzo veniva scoperta una nuova pianta a livello nazionale, la Cerinthe retorta Sibth. & Sm, mentre in questi giorni al presidente dell’ente Stefano Pecorella è stata comunicata la notizia dell’individuazione di 4 nuove specie di Daphne sericea che svelano altri tratti della complessa struttura del paesaggio forestale dell’area protetta.

«Ringrazio per questa scoperta - ha detto Pecorella - in primis Nello Biscotti per il suo attaccamento al Gargano e al parco, così come riconosco i meriti al gruppo di lavoro ed al suo coordinatore Edoardo Biondi. Sono, inoltre, fermamente convinto che il Gargano ed il parco rappresentino un patrimonio di indiscutibile ricchezza per tutti quanti noi e per il nostro Paese.. Come riferitomi dagli stessi studiosi – afferma il Presidente Pecorella -, scoprire nuove associazioni significa che il Gargano riserva valori naturalistici ancora nascosti e che vanno ben oltre la biodiversità di specie». L’anteprima di questa scoperta è in corso di pubblicazione sul prossimo numero rivista scientifica internazionale «PlantBiosystem».

Queste nuove associazioni sono le ultime di ormai oltre 20, esclusive del Gargano, emerse in sette anni di ricerche fitosociologiche dal gruppo di lavoro coordinato dal prof. Edoardo Biondi, dell’Università Politecnica delle Marche di Ancona, del quale fanno parte Nello Biscotti e Stefano Casavecchia. Che cos’è un’associazione? Le associazioni rispecchiano la tendenza anche delle specie vegetali di organizzarsi in comunità, strano a dirsi (funzionano meglio di quelle umane), ognuna fedele espressione di precise condizioni ambientali (clima, suolo, esposizione).

«Scoprire una nuova associazione – spiega il botanico Nello Biscotti - significa aver scoperto una composizione (in termini statistici) di specie di una cerreta o di un arbusteto che è unica e diversa da tutte le altre. si può comprendere il valore, il significato della scoperta di “nuove associazioni”, da intendersi come altri tasselli mancanti per capire come si strutturano e funzionano gli ambienti (ecosistemi)». L’associazione è da considerare, dunque, un puzzle che si sta cercando di costruire; la particolarità del Gargano che i puzzle sono tanti e in diversi casi unici ed esclusivi, da procedere all’istituzione anche di nuove alleanze; di qui il valore di queste nuove associazioni che se da una parte aiutano a costruire il mosaico, dall’altra svelano sempre più nuovi valori del paesaggio vegetale, che si rivela sempre più la straordinaria risorsa di questo Parco.

Le scoperte in questione sono emerse nello studio dei boschi che interessano il quadrante sud-occidentale, più caldo, del Gargano (territorio di Mattinata/Riserva Monte Barone). I boschi indagati sono sorprendentemente segnati, da quelli più mesofili a quelli più caldi, da un arbusto che solo qui è presente nel Gargano.
«E’ questa la particolarità – aggiunge Biscotti -: una stessa specie che può essere l’elemento strutturale di diverse formazioni. L’arbusto è Daphne sericea (Dafne olivella), una specie sempreverde, che può raggiungere circa 2 m di altezza. La specie è presente nella parte centrale e orientale del bacino del Mediterraneo europeo (Italia, Grecia e Turchia). In Italia, la sua gamma di distribuzione è discontinua (zone costiere tirreniche tra Toscana e Campania, Arcipelago delle Isole Egadi a Marettimo in Sicilia). In Appennino, è sporadicamente presente nelle montagne abruzzesi. Diversamente è presente nel resto d’Italia solo sul Gargano e Isole Tremiti».

In corso di pubblicazione sono inoltrei risultati di altre indagini (nuove associazioni) nelle boscaglie di olivastro (Cagnano Varano, San Nicandro Garganico) che qui realizzano autentici e significativi boschi, da considerarsi oggi unici in Italia per estensione (altri in Sardegna, Sicilia).

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