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Storie di Foggia antica Il mistero irrisolto di fra’ Saverio morto nel pozzo

FOGGIA - Il monastero dei Cappuccini (nella foto ciò che ne resta) è stato protagonista di molte cronache cittadine. In particolare, per il grande scalpore che suscitò agli inizi dell’Ottocento, si ricorda la morte per suicidio o per assassinio, il mistero è rimasto insoluto, di un povero frate cappuccino. Narrano le cronache giudiziarie che nel mese di gennaio dell’anno 1824, il giorno di sabato 17, si consumò una disgrazia presso il monastero
Storie di Foggia antica Il mistero irrisolto di fra’ Saverio morto nel pozzo
FOGGIA - Lungo il tratturo che da Foggia conduceva alla lontana L’Aquila, i pastori transumanti, che migravano con le loro greggi fra l’Abruzzo e la Puglia, fecero costruire a loro spese una chiesa ed un monastero. Gli edifici furono costruiti appena fuori il centro urbano di Foggia; il convento fu affidato alla cura dei padri Cappuccini, insieme alla chiesa che fu dedicata a Santa Maria di Costantinopoli, cui i pastori abruzzesi erano molto devoti.
Attualmente non restano che pochissimi ruderi di questi edifici inglobati nel parco dedicato all’Iconavetere, in fondo ad una strada che ricorda anche il convento, «via Cappuccini». Il monastero è stato protagonista di molte cronache cittadine. In particolare, per il grande scalpore che suscitò agli inizi dell’Ottocento, si ricorda la morte per suicidio o per assassinio, il mistero è rimasto insoluto, di un povero frate cappuccino. Narrano le cronache giudiziarie che nel mese di gennaio dell’anno 1824, il giorno di sabato 17, si consumò una disgrazia presso il monastero. Molte autorità, seguite da vari curiosi nostri concittadini, nonostante l’intenso freddo invernale, si recarono presso il convento, che allora sorgeva un po’ isolato, fuori della città, perché non era stato ancora raggiunto dall’attuale urbanizzazione.

Cos’era accaduto? Un povero frate, molto amato dalla popolazione foggiana, tal Saverio Campagna, era stato ritrovato morto nel pozzo al centro del chiostro del convento. Alcuni suoi confratelli riferirono di aver visto, nelle prime ore del mattino, fra Saverio accanto al pozzo, ma senza sospettare che si sarebbe suicidato. Questa supposizione, infatti, fu la prima ipotesi di chi era accorso alla terribile notizia ed intanto la voce popolare attribuì come motivo della disgrazia l’innamoramento del frate; altri pensarono che il frate avesse perso grosse somme al gioco, mentre altri ancora ipotizzarono un omicidio.

Mentre tutte queste voci ed ipotesi si rincorrevano, era accorsa sul luogo della disgrazia anche la polizia, che «non vi ha mancato di prendere all’istante tutte le possibili informazioni», in quanto fra le tante ipotesi che furono formulate nell’occasione, si parlò anche di un possibile omicidio del povero fra’ Saverio da parte di qualche suo stesso confratello geloso della sua popolarità. Il frate Saverio Campagna era molto noto anche perché era nato a Foggia e conosceva direttamente molte famiglie che frequentavano il convento; condizione, quest’ultima, che poteva aver suscitato delle gelosie tra i suoi confratelli. Il mistero non fu mai risolto e, seppellito il frate nel piccolo ed attiguo cimitero del convento, questo triste episodio, col passare degli anni, fu poi completamente dimenticato portando nel segreto della tomba la verità. [Carmine de Leo]

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