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Università, la Puglia finisce in terza fascia

ROMA - Un testa a testa fra Trento, che raggiunge il Politecnico di Milano in cima ai risultati sulla didattica, e Verona, che primeggia solitaria negli indicatori di performance sulla ricerca, disegna il podio delle nuove «classifiche di qualità» delle Università del quotidiano «IlSole24ore». E le pugliesi? A giudicare dalle graduatorie, più ombre che luci. Foggia è 35esima in Italia, Bari 33esima per la didattica
Università, la Puglia finisce in terza fascia
ROMA - Un testa a testa fra Trento, che raggiunge il Politecnico di Milano in cima ai risultati sulla didattica, e Verona, che primeggia solitaria negli indicatori di performance sulla ricerca, disegna il podio delle nuove «classifiche di qualità» delle Università del quotidiano «IlSole24ore». E le pugliesi? A giudicare dalle graduatorie, più ombre che luci. Unica eccezione la posizione di merito più significativa, in una delle classifiche parziali, dell’Università di Foggia, la quale sale sul gradino più alto, sia pure in coabitazione con altri atenei, nella graduatoria che misura la percentuale di idonei che hanno ottenuto una borsa di studio.

Per il resto, per trovare un’Università pugliese tra le prime dieci occorre scorrere la classifica relativa alla sostenibilità (parametro riferito al numero medio di docenti nelle attività di base caratterizzanti per corso di laurea), che premia il Politecnico di Bari (settimo), l’elenco relativo agli stage (l’Università di Bari decima per percentuale di crediti ottenuti proprio a seguito di stage sul totale) e quello dell’Efficacia (ancora sui crediti formativi, ma misurandone la media di quelli ottenuti per ciascun iscritto), con Bari ancora decima. E poi, per tentare di vedere il bicchiere mezzo pieno, è appena il caso di rimarcare il 14esimo posto di Foggia per qualità della produzione scientifica. Qualcuno direbbe, premi di consolazione. La classifica generale, quella che mette insieme tutti gli indicatori, è infatti impietosa: la prima a fare da battistrada è l’Università di Foggia, 35esima, quindi il Politecnico di Bari, 47esimo, l’Università del Salento, 48esima, e Bari che finisce 57esima, buona quintultima. Potenza, in Basilicata, guadagna la 41esima posizione. Bari si riscatta quando si parla di Didattica. La risalita dell’Ateneo del capoluogo di regione si ferma a 33esimo gradino, comunque primo tra le Università pugliesi. Seguono, una sotto l’altra, Lecce (46esima), Potenza (47esima), Foggia (48esima) e il Politecnico di Bari (51esimo).

Andando ancora a curiosare tra le classifiche di merito non si può fare a meno di notare la buona performance di Lecce alla voce Voto degli studenti. Quella che potremmo definire «customer satisfaction» premia il capoluogo salentino, regno del barocco, con l’undicesima posizione. Nelle retrovie, invece, il Politecnico di Bari, segregato al 54esimo posto nel fradimento degli studenti. Per il resto ci sono solo «bocciature». Per attrattività (percentuale di immatricolati da fuori regione sul totale degli immatricolati), la prima è Potenza (34esima), ma per trovare una pugliese bisogna scendere al 44esimo posto dove c’è Bari. Triste poi il dato sul tasso di studenti in cerca di lavoro a un anno dalla laurea. Nessuna UNiversità pugliese è tra le prime 15 e Lecce è 50esima.

La fotografia delle Università pugliesi sollecita una riflessione del consigliere regionale del Nuovo Centro destra, Andrea Caroppo, segretario della presidenza del Consiglio regionale. «Le criticità delle Università pugliesi - dice - che procurano pessimi piazzamenti riguardano in particolare: la bassissima percentuale di occupati, le pessime valutazioni sui prodotti di ricerca e sull’alta formazione, nonché la pressoché totale incapacità di attrazione di risorse esterne per progetti di ricerca e studenti fuori regione. La lettura di questi dati dice una sola cosa: realizzare – come è stato fatto in questi decenni – “l’Università sotto casa”, con la più ampia scelta di facoltà e corsi, nella nostra regione non serve ad altro se non a creare illusioni e sfornare disoccupati. Occorre invece avere il coraggio abbandonare la comoda formazione generalista, individuare ciò di cui il territorio e il suo sistema economico e occupazionale hanno bisogno e sono disposti a investire e puntare su percorsi di eccellenza».

Caroppo conclude considerando che «diversamente, avremo tantissimi pugliesi laureati ma tanti concittadini disoccupati e frustrati ed un territorio incapace di innovarsi e qualificarsi. Questo sforzo di onestà e coraggio è chiesto anche alla politica ed alle istituzioni del territorio da cui troppo spesso partono slogan dal facile applauso».

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