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Rapina portavalori su A14 ultimi due arresti in Puglia

VASTO (CHIETI) – Ultimi due arrestati, a Cerignola (Foggia), dopo 18 mesi di indagini, del commando che nel dicembre 2012 assaltò un furgone portavalori della società "Aquila" Srl di Ortona sull'autostrada A14, fra i caselli di Vasto Nord e Vasto Sud, armato di fucili a pompa e kalashnikov. In carcere, Vincenzo...
Rapina portavalori su A14 ultimi due arresti in Puglia
VASTO (CHIETI)  – Ultimi due arrestati, a Cerignola (Foggia), dopo 18 mesi di indagini, del commando che nel dicembre 2012 assaltò un furgone portavalori della società "Aquila" Srl di Ortona sull'autostrada A14, fra i caselli di Vasto Nord e Vasto Sud, armato di fucili a pompa e kalashnikov.
In carcere, Vincenzo Sciusco e Leonardo Caputo, ritenuti responsabili materiali, in concorso, della rapina, sulla base sia della comparazione dei profili biologici prelevati sui passamontagna all’epoca abbandonati nel Fiat Scudo usato per la fuga, sia del traffico telefonico dei cellulari utilizzati.
Nove in tutti i componenti della banda: sette (oltre a Caputo e Sciuscio, Matteo Morra, Antonio Patruno, Vincenzo Costantino, Emilio Cirulli e Francesco Losurdo) che agirono e furono intercettati nella fuga fra i comuni di Trivento e Montefalcone del Sannio, dove si dileguarono a piedi tra la folta vegetazione; due i presunti basisti di San Salvo, Cono Surace e Simone Di Gregorio. A vario titolo sono accusati di concorso in tentato omicidio aggravato, rapina, detenzione e porto abusivo di armi da guerra e parti di essa, ricettazione e incendio doloso.

Oggi, in una conferenza stampa nella sede della Compagnia carabinieri di Vasto, i dettagli dell’operazione che ha permesso di arrestare una banda che il maggiore Giancarlo Vitiello, comandante della Compagnia, ha definito "spietata, determinata e organizzata". "In qualche modo – ha aggiunto – si può dire che sia stata una fortuna che nei momenti della rapina e della fuga dall’autostrada non si siano imbattuti in auto di Carabinieri o Polizia. Ci sarebbe scappato sicuramente il morto".

Quella mattina il gruppo entrò in azione bloccando a colpi di kalashnikov e fucili a pompa il furgone blindato su cui viaggiavano tre guardie giurate, rimaste illese, per un’azione durata meno di 20 minuti e un bottino di 600mila euro. Sono state raccontate le fasi concitate della fuga, con le tre auto usate per bloccare il furgone date alle fiamme, la fuga a piedi e il sequestro di altri due mezzi a due automobilisti di passaggio, sulla provinciale che collega Vasto a San Salvo.

L'arrivo a San Salvo dove, in via San Giuseppe, furono lasciati in un garage 50mila euro, probabilmente la ricompensa per chi fornì loro il punto d’appoggio, e la fuga su un furgone bianco fino a Montefalcone del Sannio (Campobasso), dove una volta intercettati abbandonarono parte del bottino, due fucili a pompa, un kalashnikov e diversi passamontagna. Proprio i dati del proprietario del furgone consentirono i primi arresti. L'attività di indagine è stata coordinata dai sostituti procuratori della Repubblica di Vasto, Giancarlo Ciani ed Enrica Medori. Sono già stati condannati in primo grado a 13 e 16 anni di carcere rispettivamente Matteo Morra e Vincenzo Costantino, entrambi di Cerignola.

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