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Appello alla regione

Legge Gozzini, a Foggia
in abbandono 150 case

case gozzini foggia

L’emergenza casa continua a tenere banco al Comune dopo la vicenda degli sfratti al Salice. «Esattamente un anno fa il Sindaco e la Giunta approvavano un contributo per dare un aiuto alle famiglie alle prese con sfratti esecutivi determinati dalla morosità del Comune di Foggia, una misura che ritenevamo insufficiente per risolvere il problema, una misura che evitava di affrontare le cause della cronica mancanza di case popolari in città nonostante le deroghe al PRG degli ultimi vent’anni. E’ patetica la richiesta alla Regione Puglia di sbloccare “i programmi urbanistici, dall’housing sociale ai Pirp” quando ci sono “accordi di programma” non ancora cantierizzati o, nella migliore delle ipotesi, in forte ritardo per la parte che obbliga le imprese edili a cedere alloggi di edilizia sociale al Comune», affermano i consiglieri di opposizione Sciuagura e Rizzi ed il portavoce di Alternativa libera, Cislaghi.


«Correva l’anno 2009 e venivano approvati 7 “accordi di programma” che dovevano risolvere alcuni problemi della città, dalla riqualificazione del Campo degli Ulivi, alla ricostruzione del ponte di via Bari, alla costruzione di scuole materne e asili, chiese, palazzetto dello sport per 2000 spettatori, uno spazio museale, la cessione a titolo gratuito di 38 alloggi da SILVIA spa, 32 alloggi per un valore di 2.324.056 euro da Robedil srl, 10 alloggi da Società Pasquale Ciuffreda e Figli srl oltre a 76 alloggi ,da convenzionarsi tra SILVIA spa e l’Amministrazione Comunale, da destinare a categorie sociali particolarmente disagiate. Correva l’anno 2012 e veniva annunciato in pompa magna l’ampliamento della dotazione di alloggi popolari derivanti dal PIRP ambito A Croci- Biccari portandolo a 140 alloggi (72 alloggi IACP in costruzione in via Lucera, 40 alloggi IACP da realizzare su un’area pubblica e altri 28 da realizzare con i ricavi del PIRP pari a 2.400.000 euro).

A questo elenco, non esaustivo, vanno aggiunti i 30 alloggi che doveva consegnare il Consorzio Unitario Coop Casa e i 30 alloggi per anziani costruiti in via D’Addedda», si afferma nella nota dei consiglieri che infine aggiungono: «Prima di andare a bussare alla Regione Landella risponda alla domanda: che fine hanno fatto questi alloggi che, da soli, avrebbe attenuato, se non risolto, l’emergenza sfratti? Il primo appello che facciamo a Regione Puglia è l‘acquisizione al patrimonio regionale degli scheletri delle case ex Gozzini di via Miranda, 150 possibili alloggi che sono una ferita aperta in una città che ha un disperato bisogno di case popolari. Un intervento possibile, sono la parte di proprietà pubblica del piano mai finito, che con poche spese e in tempi relativamente brevi, può dare un ulteriore contributo alla soluzione del problema “case popolari”.

Il secondo appello che facciamo alla Regione Puglia è che eserciti i suoi poteri di verifica e controllo su tutti i piani edilizi approvati , che chieda e renda pubblico lo stato degli interventi».

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