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Cerignola

Assaltavano caveau delle banche
e portavalori: 11 persone arrestate

La banda è stata sgominata nella notte dagli agenti della Polizia di Stato che hanno arrestato 11 persone, nove in carcere e due ai domiciliari

polizia

CERIGNOLA (FOGGIA) - Il colpo fallì per l'intervento della polizia, ma se fosse andato a segno avrebbe fruttato la cifra record di circa 14 milioni di euro: è dall’assalto andato a vuoto la notte tra il 25 e il 26 giugno all’Istituto di vigilanza Np Service che sono partite le indagini della Questura di Foggia sfociate oggi nell’arresto di una banda dedita a furti e rapine ai caveau di banche e a furgoni portavalori tra il foggiano e la provincia di Avellino. L'operazione della polizia ha portato all’arresto, su provvedimento della magistratura foggiana, di 12 persone - 10 in carcere e due ai domiciliari - mentre altri due presunti componenti della banda sono sfuggiti alla cattura. Gli arrestati sono accusati a vario titolo di rapina, detenzione illegali di armi da guerra, furto, ricettazione e riciclaggio.
La sera dell’assalto alla Np Service un 'commandò paramilitare composto da 15 persone bloccò tutti gli accessi alla città con sei tir. La banda sventrò la cassaforte ma l'arrivo della polizia provocò un conflitto a fuoco e i delinquenti dovettero rinunciare al bottino. Le indagini condotte da Squadra Mobile di Foggia, commissariato di Cerignola e Sco (Servizio centrale operativo), hanno portato sulle tracce di un’altra tentata rapina al caveau della ditta 'Cosmopol' di Avellino avvenuta il primo novembre 2014 e all’assalto fallito al blindato della stessa società il 7 gennaio 2015 lungo la strada Ofantina, che collega Avellino con Melfi (Potenza).
I banditi hanno adottato «modalità assolutamente inedite e particolarmente allarmanti - ha detto in una conferenza stampa il procuratore di Foggia Leonardo Leone De Castris - quasi fossero loro i padroni della città. Ma abbiamo dimostrato che il padrone è lo Stato». «Con lunghe e complesse indagini - ha aggiunto - siamo riusciti a risalire agli autori di questa azione paramilitare. Quando ci si trova davanti a questi episodi, l’istinto è di dare una risposta immediata, anche perchè la collettività se lo aspetta. Una risposta veloce e ad effetto. Purtroppo nella procedura penale questo non è sempre possibile. Più il caso è difficile, più lente ed approfondite devono essere le indagini. Noi dobbiamo fare i processi e vincerli. Più è eclatante il caso, più la criminalità organizzata alza la mira, più ci fa trovare pronti a sconfiggerla».
Alla conferenza stampa era presente anche Renato Cortese, capo dello Sco. «Oggi si è chiuso un buon lavoro sulla città di Foggia - ha detto - una realtà molto frizzante. Sono emersi spregiudicatezza e arroganza con cui questa gente manifesta forme di violenza. Sono personaggi di estrema pericolosità». 

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