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Domenica 20 Maggio 2018 | 17:51

Faida garganica

Vieste, guerra tra clan: ucciso
25enne a raffiche di mitra
Secondo morto in 20 giorni

Antonio Fabbiano vicino al clan di Marco Raduano. A Vieste, negli ultimi tre anni, 8 omicidi, 4 agguati falliti e 1 lupara bianca

carabinieri foto notturna

Il luogo del delitto (foto Maizzi)

VIESTE - Ottavo omicidio in tre anni, il secondo in poche settimane. Vieste ormai è diventata una polveriera. L'ultimo delitto risale a mercoledì sera quando un il 25enne Antonio Fabbiano, è stato ucciso in serata a tarda ora da persone non ancora identificate mentre era davanti alla sua abitazione, in via Tripoli. Fabbiano, che, a quanto si è saputo, era legato al clan di Marco Raduano (il boss scampato a un agguato a colpi di mitra un mese fa), è stato investito da una pioggia di fuoco: i sicari, almeno due, avrebbero utilizzato due armi, un fucile kalashnikov e una pistola (trovati una ventina di bossoli). Il giovane, ferito all'addome e all'inguine, a cause delle condizioni, apparse subito gravi, è stato trasportato presso la Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, dove è morto poche ore dopo.

L’agguato - secondo gli investigatori - sarebbe avvenuto nell’ambito della sanguinosa guerra di mafia che da anni si sta consumando tra due clan il lotta per il controllo del traffico di droga. Sull'omicidio indagano i carabinieri del Comando provinciale di Foggia: nella zona, non ci sarebbero telecamere di sorveglianza. L'omicidio segue di poche settimane quello di Giambattista Notarangelo, 46 anni compiuti il 6 febbraio, guardiano, condannato a 7 anni e 6 mesi in appello nel luglio scorso per estorsione aggravata dalla mafiosità - per la prima volta riconosciuta in un processo alla mala viestana - nel processo «Medioevo», cugino dell’ex capo clan Angelo Notarangelo, alias «Cintaridd», l’allevatore ucciso a 37 anni alle porte della capitale del turismo all’alba del 26 gennaio di tre anni fa, agguato che diede il via alla scia di sangue.

Scia di sangue che nel luglio dell'anno scorso ha visto a Vieste il suo epilogo il 27 luglio 2017, quando alle 14, nel ristorante La Bruschetta, fu ucciso sotto gli occhi della moglie e della figlioletta, con 3 colpi di pistola al petto e testa mentre il titolare del locale, Omar Trotta, 30 anni. Con lui c'eranoo la moglie, la figlioletta di 7 mesi e un amico rimasto ferito al braccio. Il sicario fuggì con lo scooterone guidato dal complice.

La faida garganica, a Vieste, dal 26 gennaio 2015 ad oggi (l’ultimo delitto è di mercoledì sera) ha fatto registrare 8 omicidi, 4 agguati falliti e 1 lupara bianca, tutti delitti ancora insoluti. E l’omicidio di Trotta fu uno dei più eclatanti perché avvenuto in pieno centro storico, tra centinaia di turisti e passanti. Tant’è che 48 ore più tardi il consiglio comunale di Vieste si riunì in seduta straordinaria e monotematica per poi chiedere al ministro dell’Interno «interventi straordinari» per porre fine «alla mattanza tra sodalizi criminali».

La scia di sangue a Vieste: tutte le date

26 gennaio 2015 - Alle 7 di mattina alle porte del paese ucciso Angelo Notarangelo, 37 anni, allevatore soprannominato «cintaridd», ritenuto al vertice dell’omonimo clan, tornato libero il 31 luglio 2014 dopo oltre 3 anni in carcere e ai domiciliari: è sul proprio «fuoristrada» e rientra a Vieste dal proprio maneggio, quando un’auto con i sicari lo affianca e crivella con colpi di fucile, mitra e pistola.

10 marzo 2015 - Poco dopo le 9 di sera Emanuele Finaldi, classe ‘80, ex custode del cimitero, ferito al petto e braccia dalle fucilate a pallettoni esplose da un’auto con due sicari appostati vicino casa della vittima.

29 aprile 2015 - Alle 22.40 in località «Molinelle» ucciso vicino casa Marino Solitro, 50 anni: scende dalla «Volkswagen Passat» per aprire il cancello e due sicari lo ammazzano con alcune fucilate al fianco. Fu già ferito in un agguato l’11 novembre 2008.

3 settembre 2016 - Alle 7 trovato in un oliveto di «Piano piccolo» il cadavere di Gianpiero Vescera, 27 anni, coimputato di Angelo Notarangelo nel processo «Medioevo» al racket della guardiania (dove però rispondeva solo di ricettazione ed era stato assolto) e cognato di Marco Raduano, ritenuto il boss emergente della zona dopo la morte di «Cintaridd». L’omicidio risale alla sera prima, lo scooter della vittima viene trovato a 300 metri dal cadavere: ucciso con 4 colpi di pistola a nuca e schiena.

28 settembre 2016 - Alle 9 di sera sfugge alla morte Girolamo Perna, 27 anni, mentre è ai domiciliari perché accusato di concorso in rapina ad un furgone carico di sigarette, in cui erano indagati anche Raduano e Vescera ucciso a inizio mese. Perna è davanti l’uscio quando vengono esplosi una mezza dozzina di colpi di pistola che lo raggiungono alle gambe.

16 gennaio 2017 - Alle 21 ucciso in via San Nicola mentre rincasa, Vincenzo Vescera, 33 anni (omonimo di Gianpiero ucciso il 3 settembre precedente). Un’auto si affianca e i sicari lo ammazzano con due fucilate alla schiena.

27 gennaio 2017 - Alle 21.30 ucciso in via Verdi Onofrio Notarangelo, 47 anni, fratello di Angelo «Cintaridd»: sta scendendo per rincasare quando viene colpito dalle fucilate a testa, torace e spalle.

11 marzo 2017 A mezzanotte Girolamo Perna, già ferito davanti casa la sera del 28 settembre 2016, sfugge al fuoco dei killer: è in auto con moglie e 2 figliolette in località «Chiesola» quando due sicari a piedi si avvicinano e sparano una decina di colpi; Perna risponde al fuoco con una pistola e mette in fuga gli aggressori i carabinieri lo arrestano per possesso illegale di arma.

24 maggio 2017 - Scompare di sera Pasquale Notarangelo, 25 anni, allevatore sposato, padre di due bambini, figlio di Onofrio e nipote di Angelo uccisi. Ritrovata vicino casa la sua auto, con il telefonino all’interno; ipotesi lupara bianca.

27 luglio 2017 - Alle 14 ucciso da un killer con 3 colpi di pistola al petto e testa mentre è nel suo ristorante «L’antica bruschetta» di via Cesare Battista, Omar Trotta, 30 anni. Con lui ci sono la moglie, la figlioletta di 7 mesi e un amico rimasto ferito al braccio. Il sicario fugge con lo scooterone guidato dal complice.

21 marzo 2018 - Marco Raduano, 34 anni, sorvegliato speciale rincasa entro le 21 in località «Scialara» e due killer appostati sparano con fucile e mitra: si salva rifugiandosi a casa di un parente e se la cava con ferite di striscio a caviglia, mano e fianco.

6 aprile 2018 - Giambattista Notarangelo, il custode di 46 anni di Vieste (condannato a 7 anni e 6 mesi in appello per estorsione aggravata dalla mafiosità), cugino dell’ex capo clan Angelo Notarangelo, alias «Cintaridd», l’allevatore ucciso nel 2015, viene crivellato di colpi di pistola nelle campagne di località «Palude Mezzane».  (n. pepe)

71019 Vieste FG, Italia

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