Lunedì 23 Luglio 2018 | 12:04

Indaga anche la Procura

Foggia, sospetti su start up
Ateneo fa marcia indietro

Pasticcio sulla Minaba Tech: l'Ateno rileva anomalie nella gestione e recede dallo spin off. Atti inviati alla magistratura penale e alla Corte dei conti

università di foggia

L’Università di Foggia ha deciso di abbandonare lo spin off 'Minaba Tech SrL', costituito nel 2014 per produrre prodotti ittici con elevata valenza salutistica. L'uscita dalla società si è resa necessaria dopo la segnalazione del collegio dei revisori di «significative anomalie» che hanno portato ad inviare gli atti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia e alla Corte dei Conti.

Nello specifico - è detto in una nota dell’Università - al vaglio degli inquirenti c'è l’assemblea straordinaria dei soci di Minaba Tech tenuta il 25 gennaio 2017: pur non essendo mai stata convocata, l’Università di Foggia risulta agli atti rappresentata dal proprio docente Diego Centonze ("mai autorizzato né informalmente, né formalmente con specifica delega, come previsto in questi casi), nonché componente del consiglio di amministrazione della società». Particolare di rilievo, se si considera - aggiunge l’ateneo - che nel corso di quell'assemblea i soci decisero, tra l’altro, la riduzione del capitale sociale da 100.000 a 10.000 euro, la fuoriuscita di un socio e la redistribuzione delle quote sociali, con conseguente incremento della partecipazione di due docenti. A questo si aggiunga - prosegue la nota - che l’Università di Foggia, in qualità di socio, non è mai stata informata della cancellazione di Minaba Tech SrL dal registro sociale delle start up innovative (avvenuta il 3 gennaio 2017), un atto che fa decadere l'interesse scientifico dell’Ateneo a partecipare a una società che per mission dovrebbe occuparsi di ricerca e innovazione.

«Abbiamo rilevato significative anomalie - spiega il Dg dell’Università di Foggia, Teresa Romei - che non ci consentono di tutelare adeguatamente gli interessi scientifici e l’immagine dell’Università di Foggia. Da qui l’opportunità ravvisata di recedere dalla compagine della Minaba Tech SrL. I nostri revisori dei conti hanno chiesto di inviare la documentazione dello spin off alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, ai fini dell’accertamento di eventuali illiceità».

La società era stata costituita il 27 ottobre 2014 a Manfredonia attraverso le seguenti partecipazioni: prof. Matteo Alessandro Del Nobile (ordinario UniFg) con una quota di 16.000,00 euro pari al 16% del capitale sociale; prof.ssa Amalia Conte (ricercatrice UniFg) con una quota di 14.000,00 euro pari al 14% del capitale sociale; sig.ra Liliana Troiano con una quota di 21.000,00 euro pari al 21% del capitale sociale; Minaba Tech SrL con una quota di 47.000,00 euro pari al 47% del capitale sociale; e, infine, l’Università di Foggia con una quota di 2.000,00 pari al 2% del capitale sociale.

Da statuto - spiega l’Università - la Minaba Tech SrL avrebbe dovuto occuparsi «dello sviluppo, della produzione e della commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico, in particolare la produzione e l’immissione sul mercato di una serie di prodotti, a base di pesce, con elevata valenza salutistica, elevata shelf-life, di facile consumo e pronti all’uso», se non fosse che proprio la ricognizione delle proprietà scientifiche e intellettuali in corso all’Università di Foggia ha evidenziato una serie di rilievi formali, di istanze specifiche e di richieste di chiarimenti (in larga misura inevasi).
Nello specifico, al vaglio degli organi di controllo e contestualmente sottoposta agli organi inquirenti, c'è l'assemblea straordinaria dei soci di Minaba Tech SrL tenuta il 25 gennaio 2017: pur non essendo mai stata convocata, l'Università di Foggia - è detto nella nota - risulta agli atti rappresentata dal proprio docente prof. Diego Centonze (mai autorizzato né informalmente, né formalmente con specifica delega, come previsto in questi casi), nonché componente del consiglio di amministrazione della società.

«Particolare di un certo rilievo, se si considera - prosegue l’ateneo foggiano - che nel corso di quell'assemblea i soci di Minaba Tech SrL decisero: la riduzione del capitale sociale da 100.000 a 10.000 euro (in misura non proporzionale e secondo accordi asseritamente raggiunti dai soci); la fuori uscita dalla compagine sociale della sig.ra Liliana Troiano (che all’atto della costituzione deteneva il 21% della società); la redistribuzione delle quote sociali in violazione del diritto di prelazione, con conseguente incremento della partecipazione dei professori Del Nobile e Conte al 75% del capitale sociale, nonostante l’assenza formale e sostanziale del socio UniFg mai convocato».

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