Martedì 14 Agosto 2018 | 21:20

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Operazione del Noe

Foggia, sigilli al depuratore
«Inquina il torrente Cervaro»

Provvedimento della Procura: sversamento con fanghi e acque reflue industriali

Foggia, sigilli al depuratore«Inquina il torrente Cervaro»

L’impianto di depurazione industriale del consorzio Asi di Foggia, in località «Incoronata», avrebbe inquinato il torrente Cervaro con fanghi e acque reflue industriali. Per violazioni delle norme su gestione e stoccaggio di rifiuti speciali non pericolosi, i Carabinieri del Noe di Bari con i colleghi di Foggia e personale tecnico dell’Arpa Puglia, hanno posto sotto sequestro preventivo l’impianto su disposizione della Procura di Foggia.

Il depuratore, del valore di 1,8 milioni di euro e una estensione di circa 15 mila mq, è gestito dalla società «General Costruzioni srl», con sede legale in foggia, il cui legale rappresentante è ora indagato. Si tratta, in particolare, di un impianto depurativo di tipo «bio chimico fisico» che raccoglie scarichi di ogni genere di insediamento produttivo allacciato alla rete fognaria consortile, dall’industria conserviera a quella meccanica ed altre, nonché dal locale mattatoio.

L’Arpa aveva già rilevato in più occasioni il superamento dei limiti tabellari di moltissime sostanze ed una successiva ispezione dell’impianto, fatta anche grazie all’utilizzo di un drone specializzato in rilevazioni ambientali, ha accertato la inattività di una parte degli impianti, «per mancanza di fondi» da parte dell’Asi che non ha pagato la manutenzione. In particolare, risultano in stato di abbandono, da circa due anni, un dissabbiatore, la centrifuga fanghi, il chiarificatore primario e secondario e il digestore, all’interno del quale sono state rinvenute alcune centinaia di metri cubi di fanghi in completo stato di abbandono, lì depositati da diversi mesi. Di fatto il depuratore, fino al momento del sequestro, era in funzione ma non poteva svolgere l'attività di depurazione poichè mancavano dei pezzi fondamentali, essendo inattivi, nel processo di lavorazione dei reflui. Le indagini proseguono per verificare il grado di inquinamento del torrente con riferimento al quale gli investigatori ipotizzano il reato di disastro ambientale che al momento non viene contestato formalmente.

«Il perdurare della immissione nel torrente Cervaro dei reflui inquinati derivanti dal depuratore Asi, - spiegano gli investigatori - ha sicuramente contribuito alla alterazione del fragile equilibrio floro-faunistico degli habitat del parco regionale Bosco Incoronatà compromettendo tutti gli interventi realizzati con il progetto Life Natura tesi all’incremento della biodiversità e al miglioramento degli habitat (foreste e galleria di salix alba e populos alba, percorsi substeppici di graminacee e piante annue, boschi orientali di quercia bianca)».

Il torrente Cervaro, infatti, è il corso d’acqua più importante della Puglia per biodiversità tanto da comprendere nel suo bacino ben due siti di importanza comunitaria, una zona speciale di conservazione, il parco naturale regionale Bosco Incoronata, l’oasi Lago Salso del parco nazionale del Gargano e due importanti bird area. La Regione Puglia lo ha anche menzionato all’interno del piano paesaggistico regionale (pptr) quale «progetto integrato di paesaggio sperimentale» in virtù della sua particolare collocazione geografica di collegamento fra il subappennino dauno ed il tavoliere.

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