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G7 - Torna la strana coppia Tremonti-Fazio

A dividere Tremonti da Fazio, al tavolo ufficiale, ci ha pensato il direttore generale del Tesoro, Vittorio Grilli, rimasto impassibilmente seduto tra i due
WASHINGTON - «Se non andate via vi faccio dare un po' di botte». Il ritorno al ministero dell'Economia ha restituito il buon umore a Giulio Tremonti, che di buon mattino si lancia in un'imitazione del governatore, Antonio Fazio. Lo sketch del neo inquilino di via XX settembre ricalca pari pari lo scontro che vide protagonista il numero uno di Palazzo Koch alcuni mesi fa, quando invitò la scorta ad allontanare con le buone o le cattive maniere l'inviato di Striscia la Notizia.
Pochi minuti e nuova citazione: «Quante belle ragazze», si lascia sfuggire il vicepremier rivoto alle giornaliste, sulla falsariga di quanto Fazio fece a Basilea il 12 settembre scorso. Sono i primi segnali di una giornata calda, con Tremonti e Fazio impegnati soprattutto a ignorarsi. E, nel caso del primo, anche un po' a «beccarsi».
Quando il ministro mette in scena la sua gag, il governatore è già uscito dall'Hotel Four Seasons, lussuoso albergo di Georgetown dove alloggia la delegazione italiana.
Alle 7,40 il numero uno di Palazzo Koch è già per strada: messa e poi un salto negli uffici della banca presso il Fondo monetario internazionale. Verso le 11, però, Fazio lascia l'Imf Building e fa perdere le sue tracce. E' da questo momento che si cominciano a diffondere voci di una sua possibile rinuncia a partecipare ai vertici in programma nella capitale statunitense in questo fine settimana e persino di una sua autosospensione. Alla fine però, verso le 14, l'inquilino di via Nazionale riappare nei pressi del Dipartimento del Tesoro usa sulla stessa berlina beige con cui si era allontanato, perfettamente in tempo per partecipare alla sessione del G7 allargata ai governatori. Anzi, anche un po' in anticipo. «Al lavoro, programma confermato», ha fatto sapere ai suoi collaboratori. All'apparenza nessun cedimento, l'agenda verrà rispettatata per intero, fino a domenica quando è previsto l'ultimo appuntamento, quello del Development Committee.

Nel frattempo, Tremonti è già al lavoro da tre ore. Il suo carnet è ricco di bilaterali.
«D'altronde», spiega lo stesso vicepremier, «non sono una new entry, un absolute beginner. Sono un antenato rispetto a questi incontri». E così, in rapida successione, l'inquilino di via XX settembre si vede con il collega statunitense, John Snow, con quello britannico, Gordon Brown, con il commissario europeo agli Affari monetari, Joaquin Almunia, con il presidente dell'Eurogruppo, Jean Claude Juncker, e con il direttore generale dell'Fmi, Rodrigo Rato.
Un ritorno tra amici o quasi. Che a Tremonti piace. Tanto da decidere di prolungare la sua permanenza a Washington fino a sabato. Lo slot per il suo aereo è stato trovato. E il ministro può rinunciare senza problemi al passaggio che il suo successore e predecessore, Domenico Siniscalco, aveva deciso di chiedere al presidente del Senato, Marcello Pera, anche lui in visita nella capitale Usa, ma solo fino a questa sera. A dividere Tremonti da Fazio, al tavolo ufficiale, ha invece pensato il direttore generale del Tesoro, Vittorio Grilli, rimasto impassibilmente seduto tra i due.
Gianluca Maurizi

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