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L'Industria alla Politica: dateci leggi e credibilità

Il Centro Studi di Confindustria ha illustrato le sue ultime previsioni macroeconomiche per il 2005/2006, ne emerge un Paese in stallo. L'unica cosa che cresce è il deficit pubblico, e - secondo Csc - sarà necessaria una Finanziaria da 13 mld
ROMA - Crescita dello 0,2 % del Pil per il 2005 e dell'1% per il 2006: è quanto atteso dal Centro Studi di Confindustria che questa mattina a Roma, nel corso di un seminario su «Politiche fiscali in Italia e in Europa», ha illustrato le sue ultime previsioni macroeconomiche per il 2005/2006.
Segno positivo per i consumi che dovrebbero avere un aumento dell'1,1 per cento per il 2005 e dell'1% per il 2006. La disoccupazione, secondo i dati Csc, dovrebbe attestarsi all'8% per quest'anno e al 7,9 per l'anno prossimo.
Per quanto riguarda le previsioni sul debito pubblico, nel rapporto del Csc si legge un 107,6% per quest'anno e un 107,5% per l'anno venturo. Secondo gli analisti di Via dell'Astronomia, per rientrare dallo sforamento del deficit servono 13 miliardi di euro, circa un miliardo e mezzo in più rispetto alle stime del governo: «Si dovranno aggiungere le risorse per la copertura degli interventi a favoredello sviluppo preannunciati dal governo - sostiene Confindustria - poichè l'indebitamento tendenziale del 2006 è stimato in 4,7% del pil, risulta necessaria una manovra netta di bilancio dell'ordine di 0,9 punti percentuali di pil, corrispondenti a circa 13 miliardi di euro». Gli industriali prevedono poi un indebitamento netto della pubblica amministrazione al 4,3% nel 2005 e al 4,1%.
In merito ai contratti, secondo Confindustria «anche se non venissero rinnovati per il biennio 2006-2007 la spesa per il costo del lavoro nella Pubblica Amministrazione potrebbe tendenzialmente crescere del 7,5% circa nel biennio 2005-06, a fronte di una previsione, nel Dpef del 4,5%». In tal proposito via dell'astronomia auspica quindi «interventi più incisivi di quelli finora adottati».
Nel suo rapporto il Centro Studi di Confindustria prevede infine una crescita delle retribuzioni del 3,1% quest'anno (+2,8% per l'industria in senso stretto) e del 2,9% nel prossimo anno (3% per l'industria), ben al di sopra dell'inflazione prevista dagli stessi analisti di Confindustia (+2,1% quest'anno e +2% nel 2006).

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