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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 16:50

Pensioni, ad ottobre nuova finestra d'uscita

E' la quarta dell'anno per l'uscita anticipata dal lavoro rispetto all'età di vecchiaia, ma resta probabile che molti di coloro che hanno i requisiti per ritirarsi decidano di continuare a lavorare chiedendo il bonus in busta paga previsto dalla delega di riforma della previdenza
ROMA, 18 set - Nuova possibilità di uscita dal lavoro - a partire dal primo ottobre - per i lavoratori che hanno raggiunto i requisiti per la pensione di anzianità. Sabato primo ottobre, infatti, si apre la quarta finestra dell'anno per l'uscita anticipata dal lavoro rispetto all'età di vecchiaia, ma resta probabile che molti di coloro che hanno i requisiti per ritirarsi decidano di continuare a lavorare chiedendo il bonus in busta paga previsto dalla delega di riforma della previdenza. Al 14 settembre, a circa 11 mesi dall'avvio dell'incentivo, infatti, le richieste di 'superbonus' arrivate all'Inps erano 46.807 (circa 4.000 in più rispetto alla finestra di luglio). 42.066 da uomini e 4.741 da donne. Le domande accolte al 14 settembre erano 39.226.

Il primo ottobre potranno ritirarsi dal lavoro, secondo quanto prevede la legge Dini del 1995 modificata nel 1997 - i dipendenti pubblici e privati che abbiano almeno 57 anni di età e 35 di contributi o in alternativa, a qualsiasi età purchè si siano versati almeno 38 anni di contributi.
Fino al 2008 - secondo la delega di riforma del sistema previdenziale approvata nel luglio 2004 - non ci sono disincentivi per chi va in pensione anticipata rispetto all'età di vecchiaia ma solo incentivi in busta paga per chi decide di rinviarla, pari all'intero importo dei contributi.

I requisiti per la pensione anticipata dei lavoratori dipendenti che vogliono andare in pensione il primo ottobre (o rinviarla chiedendo gli incentivi) devono essere raggiunti almeno tre mesi prima dell'apertura della finestra, cioè il 30 giugno. Il requisito anagrafico è più basso (56 anni sempre con 35 di contributi) per gli operai, i lavoratori precoci, quelli in mobilità e i dipendenti autorizzati al prepensionamento. Gli anni di contributi necessari per uscire dal lavoro indipendentemente dall'età cresceranno da 38 a 39 nel 2006 per arrivare a 40 nel 2008.

Per i lavoratori autonomi è possibile andare in pensione di anzianità dal primo ottobre 2005 se si hanno almeno 58 anni di età e 35 di contributi. In alternativa si può andare a riposo con quarant'anni di contributi versati, indipendentemente dall'età. Per gli autonomi (commercianti, artigiani, coltivatori diretti) però sono più lunghi i tempi per la domanda di pensione dal momento che si sono raggiunti i requisiti di età: l'uscita al primo ottobre per gli autonomi infatti è possibile se si sono raggiunti l'età e i contributi necessari entro il 31 marzo 2005 (quindi sei mesi prima).

Con la nuova riforma previdenziale (il Governo sta lavorando ai decreti attuativi e il ministero del Welfare ha presentato la scorsa settimana lo schema di decreto sulla previdenza integrativa per il quale è atteso il via libera dal Consiglio dei ministri il 30 settembre) dal 2008 l'età necessaria per la pensione di anzianità passerà, sempre avendo almeno 35 anni di contributi, a 60 per i lavoratori dipendenti (andando a coincidere con l'età per l'assegno di vecchiaia per le donne) e a 61 per gli autonomi.

L'età crescerà ancora di un anno nel 2010 (61 e 62 rispettivamente) e nel 2014 (62 i dipendenti, 63 gli autonomi).
Le donne potranno uscire prima dell'età di vecchiaia (60 anni) avendo versato almeno 40 anni di contributi o comunque a 57 anni di età e 35 di contributi ma con la penalizzazione del calcolo contributivo.
La delega previdenziale prevede anche la riduzione delle finestre dalle quattro attuali (gennaio, aprile, luglio e ottobre) a due (gennaio e luglio). Se quindi adesso per chiedere la pensione di anzianità un dipendente deve aver maturato i requisiti almeno tre mesi prima dell'uscita (e quindi se si è nati subito dopo le date delle finestre il ritardo può arrivare a un massimo di sei mesi), dal 2008 per la pensione di anzianità potrà essere necessario attendere fino ad un anno.
Per gli autonomi che ora aspettano almeno sei mesi (che possono salire fino a nove se si era nati a ridosso delle finestre) l'attesa potrà salire fino a un anno e sei mesi. Se infatti un lavoratore autonomo è nato i primi di gennaio dovrà aspettare per ritirarsi il primo luglio dell'anno dopo.

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