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Martedì 26 Settembre 2017 | 21:51

Antonveneta: Fiorani si dimette

Il giovane banchiere che era stato sospeso per due mesi dalla procura di Milano, ha così compiuto quel passo indietro che da più parti gli veniva chiesto per salvare il futuro della banca e visti tutti i problemi con la magistratura • L'ascesa e caduta di Fiorani, banchiere rampante
Antonio Fazio - Giampiero Fiorani MILANO - Gianpiero Fiorani si è dimesso. L'annuncio in serata con una secca nota è arrivato dopo una giornata in cui all'ex amministratore delegato della Bpi era stato contestato dai pm di Milano un nuovo reato nell'ambito dell'indagine sulla scalata ad Antonveneta, il grande sogno del giovane e ambizioso banchiere, infranto dalle indagini della magistratura e della Consob.
Fiorani, che era stato sospeso per due mesi dalla procura di Milano (il provvedimento scadeva il prossimo 2 ottobre), si è così dimesso da tutte le cariche nell'istituto compiendo quel passo indietro che da più parti gli veniva chiesto per salvare il futuro della banca. Lo stesso consiglio della Popolare, nell'ultima riunione che aveva decretato l'avvio della cessione della quota in Antonveneta ai rivali di Abn, aveva proposto la nomina di un direttore generale esterno per dare un segno di discontinuità con la sua gestione.
Il consiglio era stato così l'atto formale di resa della Bpi ad Abn contro la quale Fiorani aveva lottato per mesi per il controllo della banca padovana con ogni mezzo, anche il più spregiudicato, ma l'operazione era comunque fallita al momento in cui la magistratura era intervenuta sequestrando le quote dei concertisti ed estromettendo Fiorani dalla guida delle banca. «E' stata una decisione sofferta - hanno commentato a caldo a Lodi - ma fatta sicuramente nell'interesse della banca».
L'ultima tegola sul banchiere di Codogno si era abbattuta quando i pm di Milano hanno contestato all'ex ad di Bpi l'ipotesi di reato prevista dall'articolo 495 del codice penale che punisce la «falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o qualità personali proprie o di altri».
In questo filone di indagine, nei giorni scorsi, i militari della Guardia di Finanza hanno compiuto delle perquisizioni in sedi di società e a carico di persone fisiche (che non risultano indagati), oltre a professionisti legati a Fiorani. Le operazioni compiute dai militari, a quanto si è saputo, sarebbero state mirate ad accertare le reali risorse patrimoniali di Fiorani e di altri manager Bpi. Le false dichiarazioni quindi potrebbero essere state rese dal banchiere di fronte all'autorità giudiziaria nella parte in cui, comunque, l'indagato è tenuto a dire la verità. Questo riguarda le cosidette qualità personali, ovvero dati che riguardano la propria persona, compresa l'entità della situazione patrimoniale: immobili e partecipazioni societarie. Gianpiero Fiorani, era già indagato per aggiotaggio, insider trading e ostacolo all'esercizio delle funzioni degli organi di vigilanza. Adesso Fiorani vedrà solo da spettatore l'operazione per la cessione della quota in Antonveneta.
Dopo l'intesa siglata dagli advisor, Bpi conta di siglare infatti con Abn un contratto preliminare per la cessione della quota entro il 21 settembre prossimo, accordo che ha come condizioni l'ottenimento del via libera dalle autorità di vigilanza, in particolare sul ritiro delle due Opa della Bpi e il dissequestro della partecipazione da parte della Procura. Secondo le fonti interpellate i contatti con Bankitalia sarebbero già a buon punto ma una decisione anche da Consob dovrebbe arrivare, a causa dei numerosi passaggi tecnici e normativi, non prima della fine della settimana prossima.
Dopo l'ok di Consob e Banca d'Italia, e con un accordo firmato, la Procura non dovrebbe fare ostacoli al dissequestro della partecipazione anche se, ovviamente, l'inchiesta penale e il provvedimento sanzionatorio della Consob andranno avanti.
A quel punto, completato il passaggio della quota e, probabilmente acquistate direttamente anche le partecipazioni degli altri concertisti (per un ulteriore 10%), Abn potrà procedere al lancio dell'opa sulla parte restante del capitale sempre allo stesso prezzo di 26,5 euro e prendere finalmente il controllo totale di Antonveneta.

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