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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 13:01

Dal made in Italy all'italian concept

Rilanciare le grandi imprese, concentrare la produzione sull'alta qualità, favorire l'accesso al credito delle aziende, contenere le tariffe, realizzare le necessarie infrastrutture energetiche, le linee guida e gli obiettivi delineati nel Piano triennale per il rilancio dell'industria 2006-2008 varato dal ministro delle Attività produttive Claudio Scajola
ROMA - Rilanciare le grandi imprese, concentrare la produzione sull'alta qualità, favorire l'accesso al credito delle aziende, contenere le tariffe, realizzare le necessarie infrastrutture energetiche e puntare non più solo sul made in Italy, ma sull'Italian concept, cioè non più sulla realizzazione dei prodotti ma sulla loro ideazione in Italia. Sono queste le linee guida e gli obiettivi delineati nel Piano triennale per il rilancio dell'industria 2006-2008 varato dal ministro delle Attività produttive Claudio Scajola, che lo presenterà ad uno dei prossimi consiglio dei ministri.

- GRANDI IMPRESE: il piano ritiene essenziale «la salvaguardia e il consolidamento» delle grandi imprese a partire da chimica, auto e metallurgia. Il ministero ritiene infatti «strategico sostenere la competitività delle grandi aziende presenti sul territorio nazionale nella consapevolezza che per competere sui mercati globali occorre poter contare su attori industriali con massa critica sufficiente». Per questo il governo favorirà la realizzazione di accordi di programma, in particolare per lo sviluppo dell'auto ecologica, vista come «strumento di rilancio» di tutto il comparto automobilistico. «Il rilancio del settore dell'auto, la riorganizzazione del settore chimico e il consolidamento del comparto siderurgico - afferma Scajola - rappresentano condizioni essenziali non solo per la salvaguardia dell'occupazione, ma anche per la valorizzazione del patrimonio di competenze che rappresenta ancora uno dei punti di forza del nostro sistema».
- PMI: Riposizionare la produzione delle piccole e medie imprese italiane «sulle fasce più alte di qualità». Solo così, secondo Scajola, le aziende italiane di piccole e medie dimensioni potranno competere sui mercati internazionali. Il piano delinea l'azione che il governo dovrà intraprendere per rafforzare le pmi: oltre ai già previsti incentivi fiscali a favore delle concentrazioni, il ministero introdurrà «sistemi premianti per programmi di investimento congiunti» e favorirà l'accesso al credito «attraverso il potenziamento del Fondo di Garanzia». Interventi specifici saranno invece mirati a sostenere il Made in Italy (tessile e abbigliamento, calzature, agroalimentare, meccanica, legno e arredamento).
- ECCELLENZE: aerospazio e sistemi avanzati di Tlc sono fiori all'occhiello che vanno sostenuti. Il ministero, si legge nel piano, promuoverà quindi la partecipazione dell'Italia a grandi progetti europei (Galileo, Fremm, Esa ecc..) e supporterà la realizzazione di collaborazioni industriali internazionali.
- ITALIAN CONCEPT: Il made in Italy deve spostarsi gradualmente dalle fasi strettamente legate alla minifattura (che tendono ad emigrare verso aree a basso costo del lavoro) verso fasi immateriali del ciclo produttivo: progettazione, prototipazione, design e il marketing. Secondo Scajola l'Italia dovrà cioè diventare a breve «il laboratorio di concezione e sviluppo dei prodotti delle imprese globali». Per questo il marchio made in Italy non basta più ma va affiancato a quello dell' «italian concept».
- ENERGIA: la strategia che il governo vuole mettere in campo ha due obiettivi: «nel breve periodo è necessario stabilizzare le tariffe e i prezzi dell'energia elettrica, del gas naturale e dei carburanti per i consumatori e le imprese; nel lungo periodo occorre promuovere gli investimenti per la realizzazione di infrastrutture energetiche e per il loro ammodernamento, accrescendo la diversificazione delle fonti e delle aree di approvvigionamento e accelerando l'integrazione del mercato energetico nazionale nel mercato interno europeo». Per evitare il ripetersi dell'emergenza blackout il ministero delle Attività produttive presentare al Cipe un nuovo Piano di emergenza e sicurezza del servizio elettrico (Pesse).
- TURISMO: il piano evidenzia la necessità di un «forte coordinamento nazionale delle politiche di settore», perchè l'azione svolta «dai molteplici soggetti competenti, a vario titolo e a diverso livello, ha determinato sovrapposizione di iniziative con spreco di risorse ed ha generato disorientamento, se non difficoltà, sia negli operatori che negli utenti-turisti». Inoltre il ministero si propone di sostenere il rilancio del settore attraverso la verifica della possibilità di pervenire ad una parificazione e perequazione delle imprese del settore a quelle dell'industria.

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