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Manpower: cala spinta ad assumere

La previsione netta sull'occupazione per il Paese - viene osservato in uno studio - è di un calo pari all'1%: rispetto allo scorso trimestre scende al 6%, dal 9%, la percentuale degli intervistati che anticipa di voler effettuare nuove assunzioni, mentre il 7% (in salita dell'1%) intende ridurre l'organico entro la fine dell'anno
ROMA - Fine dell'anno all'insegna del pessimismo sul fronte dell'occupazione in Italia. A sostenerlo sono le previsioni stilate sul quarto trimestre del 2005 dalla società di lavoro interinale Manpower.
In base a quanto rilevato da Manpower, intervistando 1.003 datori di lavoro italiani, cala la propensione a creare nuovi impieghi.
La previsione netta sull'occupazione per il Paese - viene osservato in uno studio - è di un calo pari all'1%: rispetto allo scorso trimestre scende al 6%, dal 9%, la percentuale degli intervistati che anticipa di voler effettuare nuove assunzioni, mentre il 7% (in salita dell'1%) intende ridurre l'organico entro la fine dell'anno. Il 78% dei datori di lavoro - si nota - manterrà, invece, inalterato lo staff aziendale.
A livello geografico - spiegano le previsioni - non si rileva in alcuna regione una propensione positiva alla creazione di nuovi posti di lavoro. In particolare si registra una forte inversione di tendenza, rispetto agli scorsi trimestri, nel Nord Est (i datori di lavoro anticipano una previsione pari a -1% con un calo congiunturale di 9 punti), mentre è pari a zero la previsione netta sull'occupazione nel Nord Ovest (-3% rispetto a tre mesi fa). Negative anche le aspettative dei datori di lavoro del Centro (- 4%, in flessione del 2% rispetto allo scorso trimestre), mentre il Sud e le Isole passano in terreno negativo (-1%) dopo tre trimestri consecutivi caratterizzati da un moderato ottimismo.

«In Italia, a livello complessivo, rileviamo per la fine dell'anno una tendenza al rallentamento nella creazione di nuova occupazione. Il saldo tra chi prevede di assumere e chi anticipa di voler ridurre l'organico torna ad essere moderatamente negativo dopo sei mesi caratterizzati da una cauta spinta positiva - ha commentato Jonas Prising, Amministratore Delegato di Manpower Italia - le forti variazioni registrate in alcuni settori di attività e l'analisi regionale dei risultati confermano il diffuso stato di malessere del sistema Italia e un generale calo della fiducia da parte delle aziende a fronte di un quadro economico ancora troppo incerto. L'Italia fatica a ritrovare slancio e dal mercato del lavoro continuano ad arrivare segnali di incertezza sul futuro. L'Europa ci osserva e attende che in Italia si ricreino le condizioni per un solido rilancio e si manifesti nuovamente una ripresa».

«In vista della creazione di nuova occupazione, la Germania e l'Italia sono un passo indietro rispetto agli altri paesi europei ma anche il confronto con il resto del mondo evidenzia una situazione di stallo nei due Paesi - ha dichiarato Maura Nobili, Presidente di Manpower Italia - mentre si prevede una crescita ancora sostenuta dell'occupazione in America e nell'area Asia-Pacifico, la tendenza a creare nuovi posti di lavoro in Europa rimane su livelli più bassi. La spinta all'occupazione più forte proviene ancora una volta dall'oriente: l'India per la seconda volta consecutiva anticipa il più alto livello di fiducia tra i 23 Paesi intervistati».

Le Previsioni Manpower sull'Occupazione per il primo trimestre 2006 saranno diffuse il 13 dicembre prossimo. Il file in formato pdf con i dati della ricerca per l'Italia è disponibile sul sito www.manpower.it, cliccando su «Previsioni Manpower sull'Occupazione».
I risultati relativi agli altri 22 Paesi e territori sono consultabili sul sito www.manpower.com/meos.

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