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«Bankitalia, riforma subito o siamo fuori dai mercati»

Il Ministero dell'Economia ha atteso invano per oltre nove mesi che arrivasse un segnale dell'auspicata autoriforma di Banca d'Italia ma non è arrivata. Siniscalco spiega la posizione del Governo, intervenendo al Senato all'esame del disegno di legge sul risparmio. Questa riforma - secondo il titolare dell'Economia - è «la più importante da terminare» anche perchè l'Italia, in assenza del provvedimento, «rischia l'emarginazione» sui mercati
Siniscalco, ministro economia ROMA - Il Ministero dell'Economia ha atteso invano per oltre nove mesi che arrivasse un segnale dell'auspicata autoriforma di Banca d'Italia: se il Paese vuole arginare la progressiva emarginazione del suo mercato dei capitali, per l'insufficienza chiarezza delle regole e tutela degli investitori, la riforma dell'Istituto centrale deve essere approvata nei tempi più brevi e cercando il massimo consenso possibile.
E' questa, in sintesi, l'opinione del ministro dell'Economia Domenico Siniscalco, che oggi, intervenendo al Senato all'esame del disegno di legge sul risparmio in cui il governo ha inserito delle norme di riforma del funzionamento della Banca d'Italia, ha ribadito l'urgenza di una riforma a Palazzo Koch, perchè - secondo il titolare di via XX Settembre - « i tempi cambiano e anche Bankitalia deve cambiare, e con l'emendamento del governo nascerà una Banca d'Italia più moderna».
Siniscalco, alludendo alle presunte pressioni di Fazio in favore di un istituto di credito italiano, ha ammonito Palazzo Madama sul fatto che «le autorità sono credibili solo se neutrali» spiegando che «è di tutta evidenza che la proprietà delle banche è questione estremamente rilevante, ma la proprietà deve essere contendibile senza discriminazioni amministrative delle autorità».

«Abbiamo atteso nove mesi, ma dell'autoriforma non si è avuta traccia - ha detto il ministro aprendo il suo intervento al Senato - sui temi legati alla struttura e alle competenze della banca centrale pur constatando anomalie, il governo auspicava che i correttivi necessari, come il mandato a termine del governatore, avvenisse per autoriforma». Ma dopo nove mesi di questa «non c'è traccia». La riforma del risparmio - secondo il titolare del dicastero dell'Economia - è «la più importante da terminare» anche perchè l'Italia, in assenza del provvedimento, «rischia l'emarginazione» sui mercati.
In merito alla questione della proprietà delle banche, Siniscalco ha detto poi che quest'ultima «deve essere contendibile senza discriminazione amministrativa delle autorità in base alla nazionalità. La riforma della Banca d'Italia - ha poi aggiunto Siniscalco - deve essere approvata nei tempi più brevi, ricercando dove è possibile il massimo consenso: in assenza di nuove regole, il rischio è la progressiva emerginazione del nostro mercato dei capitali, per l'insufficienza chiarezza delle regole e tutela degli investitori». Facendo poi riferimento agli scandali finanziari degli ultimi anni (da Parmalat a Cirio sino ai bond Argentini), il ministro dell'Economia di è detto convinto che le cause sono da ricercarsi anche «in regole non adeguate». Concludendo il suo intervento, Siniscalco ha ricordato che «se gli investotori non hanno regole moderne e certe non investono in un mercato: un rischio da evitare in un momento in cui l'attività di fusioni e acquisizioni è finalmente ripartita. Solo in Europa - ha aggiunto - ci sono state da inizio agosto operazioni per 70 miliardi di dollari. Non possiamo emarginarci da questo flusso di capitali».

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