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Il 14 è «sciopero della spesa»

Proclamato per il 14 settembre da Intesa Consumatori (di cui fanno parte le associazioni Adoc, Codacons, Adusbef e Federconsumatori), nelle intenzioni, servirà a chiedere interventi incisivi al governo che portino a una riduzione dei prezzi del 20%. Quattro manifestazioni: a Milano, Genova, Catania e Roma
ROMA - Niente parrucchiere, sigarette e colazione o pranzo al bar, solo telefonate urgenti con il cellulare, una cena a casa con gli amici in sostituzione del ristorante e della discoteca o del cinema e tutte le spese necessarie, dal pane ai farmaci al biglietto dell'autobus, anticipate al giorno prima. Si svolgerà così il V sciopero della spesa proclamato per il 14 settembre da Intesa Consumatori (di cui fanno parte Adoc, Codacons, Adusbef e Federconsumatori) per chiedere interventi incisivi al governo che portino a una riduzione dei prezzi del 20%. L'astensione dagli acquisti sarà accompagnata da quattro manifestazioni che si terranno a Milano, Genova, Catania e a Roma, dove i consumatori si riuniranno alle 10 davanti a Montecitorio con la Coldiretti che promette «sorprese a base di pomodori».
«Questo sciopero può diventare l'occasione per riflettere sulla redistribuzione del reddito nella filiera - sottolinea l'annuncia Stefano Masini, responsabile Ambiente e territorio della Coldiretti - di ogni euro speso per acquistare pomodoro solo 9 centesimi arrivano agli agricoltori. Sui prezzi incide anche questo. Non a caso i consumi agroalimentari sono scesi nell'ultimo anni del 10% ma, stando ai dati dell'Ismea, i prezzi sono aumentati del 14%».
«Questa edizione vede l'adesione di Cgil e Uil - spiega Carlo Renzi presidente del Codacons - un passo importante contro le lobby che tengono alti i prezzi intaccando pesantemente il potere d'acquisto dei salari e delle pensioni». «Stanno male le famiglie ma anche le imprese, che non reggono la concorrenza internazionale - aggiunge Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori - qusto sciopero della spesa, perciò, non riguarda solo le famiglie e i consumatori vessati dal caroprezzi ma tutto il Paese. Siamo certi che la risposta dei cittadini sarà positiva».
Allo sciopero della spesa sarà associato per la prima volta un blackout volontario: per cinque minuti dalle 11.30 alle 11.35 tutti i cittadini sono invitati a spegnere gli elettrodomestici, a evitare di rifornirsi di benzina e a spegnere le luci e le tante apparecchiarature elettriche.
«E' un blackout organizzato per prostestare contro le bollette più care d'Europa - chiarisce Carlo Pileri, presidente dell'Adoc - e soprattutto contro la mancanza di volontà da parte del governo di intervenire contro il caro-petrolio riducendo le accise, come più volte proposto da alcuni ministri, l'Iva o altri voci. Finora abbiamo sentito solo chiacchiere e non bastano per far ripartire i consumi e l'economia».
Il presidente dell'Adusbef, Elio Lannutti, ricorda che sarebbero sufficienti interventi a costo zero per «abbassare i prezzi ma non vengono fatti perchè l'Italia è il paese dei furbetti del quartierino e dei voltagabbana» e Renzi aggiunge «ci sarà un blitz a Montecitorio per spegnere le luci anche lì. Ma non vi sveliamo come faremo».

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