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Venerdì 22 Settembre 2017 | 13:54

Antonio Fazio «resta» ma non andrà all'Ecofin

Il Paese arriva all'appuntamento informale dell'agenda economica Ue con una credibilità internazionale traballante. Fazio non ci sarà, evitando così l'imbarazzo di un confronto con il ministro dell'Economia Domenico Siniscalco che lo ha pubblicamente sfiduciato
MANCHESTER - Il caso Italia approda all'Ecofin di Manchester.
Dopo giorni di polemiche sul ruolo di Bankitalia nelle recenti vicende bancarie e di richieste sempre piu esplicite di dimissioni per il governatore Antonio Fazio, il Paese arriva all'appuntamento informale dell'agenda economica della presidenza britannica in piena zona rischio per la sua credibilità internazionale.
Fazio non ci sarà, evitando così l'imbarazzo insostenibile di un confronto istituzionale con il ministro dell'Economia Domenico Siniscalco che lo ha pubblicamente sfiduciato, chiedendogli di fare un passo indietro al fine di evitare pesanti ripercussioni sui mercati finanziari. Nella nota ufficiale in cui la Banca d'Italia annuncia che Fazio sarà sostituito a Manchester dal vice direttore generale Ciocca, si legge che «vengono in tal modo prevenuti i rischi che riverberi di questioni interna possano manifestarsi in una riunione europea».
Ma, al di là della mancata partecipazione di Fazio, sull'appuntamento inglese potrebbero farsi sentire gli effetti dell'impasse politica e istituzionale in cui si trova l'Italia. L'Olanda, particolarmente coinvolta nella vicenda Antonveneta-Abn Amro, ha fatto sapere di essere pronta a sollevare l'affaire Italia, magari informalmente e nei corridoi o tra un coffee-break e l'altro. E dall'ufficio del ministro Gerrit Zalm non nascondono che si tratta di «una questione troppo importante per non parlarne».La presidenza britannica minimizza e il cancelliere Gordon Brown cerca di distogliere l'attenzione dal clima al vetriolo con un invito per tutti i ministri, governatori e commissari, allo stadio di Manchester per il derby Manchester City-Manchester United che si disputerà sabato sera.
I temi istituzionali dell'Ecofin britannico andranno comunque avanti. Venerdì mattina l'Eurogruppo, il primo dopo la la pausa estiva, analizzerà la situazione macroeconomica alla luce dell'impennata dei prezzi del petrolio, salito fino a 70 dollari. Nelle sue ultime previsioni economiche di primavera la Commissione aveva indicato una crescita dell'1,6% a fine anno per l'Eurozona e del 2% per l'Ue. Stime di economisti avevano indicato con un petrolio a 60 dollari la possibilità di una correzione dello 0,2%, cifra che appare esigua a fronte di un petrolio a quota 70. Per ora però la Commissione non si avventura in nuove previsioni. «Le stime vengono aggiornate solo due volte l'anno - dice la portavoce di Almunia, Amelia Torres - quindi attendiamo quelle di autunno».
D'altro canto, proprio qualche giorno fa, l'Ocse ha rivisto al rialzo le stime di crescita dell'Eurozona, all'1,3% dall'1,2%, riportando in positivo anche l'Italia che a fine anno dovrebbe registrare una crescita dello 0,2% contro il calo dello 0,6% inizialmente previsto. «L'impatto dei prezzi del petrolio sarà limitato», ha ribadito anche oggi il commissario Almunia che arriverà domani a Manchester in rappresentanza della Commissione Ue insieme al presidente della Bce, Jean Claude Trichet, che di consueto presiede gli Ecofin informali.
Tra gli argomenti caldi di Manchester non mancherà quello dei conti pubblici. Proprio oggi la Banca centrale ha per l'ennesima volta bocciato quelli dell'Italia e di altri quattro paesi, mettendo l'accento soprattutto sulla «strategia di fondo della finanza pubblica basata soprattutto sul contenimento della spesa che non si è dimostrata pienamente efficace». I conti italiani comunque non figurano in un'agenda che invece punterà l'obiettivo sul Portogallo anch'esso sul banco degli imputati per deficit eccessivo e sul quale pesa una raccomandazione della Commissione che dovrà essere approvata dai ministri.
I ministri delle Finanze affronteranno anche i temi del terrorismo e Manchester sarà una nuova occasione per porre all'attenzione dei partner il problema di come bloccare o congelare i fondi. Mentre un suo spazio avrà la questione della Facility da attivare per gli aiuti sanitari ai paesi in via di sviluppo: si discuterà su come Eurostat dovrà conteggiare gli esborsi dei paesi. In questo la Commissione sembra avere le idee chiare: devono restare fuori dal conteggio.
Maria Teresa Giammetta

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