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Giovedì 21 Settembre 2017 | 09:04

L'Ue «sdogana» il tessile cinese

I Venticinque hanno approvato le proposte presentate dalla Comissione per sbloccare i prodotti tessili «made in China» fermi da settimane nei porti europei
BRUXELLES - I paesi dell'Ue hanno oggi chiuso quella che, sul fronte del commercio internazionale, è stata la crisi europea più lacerante degli ultimi anni: i Venticinque hanno approvato le proposte presentate dalla Comissione per sbloccare i prodotti tessili cinesi fermi da settimane nei porti Ue.
Al termine di un'ennesima riunione, gli stati membri hanno dato il disco verde definitivo all'intesa raggiunta lunedì a Pechino dal commissario al commercio, Peter Mandelson, e dal collega cinese, Bo Xilai, per chiudere il dossier e rimettere in carreggiata i rapporti commerciali di Bruxelles con il colosso asiatico.
Il via libera fondamentale, quello politico, all'intesa di Pechino è giunto dalla riunione dei rappresentanti permanenti Ue, e subito dopo dal comitato degli esperti sul tessile, settore nel quale in Italia lavorano circa 800 mila persone.
Proprio questo elemento - insieme alla lunga tradizione che il paese ha nel tessile-abbigliamento e al rilevante peso economico dei distretti del comparto - sono stati i fattori chiave che spiegano la posizione assunta dall'Italia nella cosidetta "crisi dei porti".
Insieme agli altri paesi produttori "amici del tessile" (in primo luogo, Spagna e Francia), il governo italiano ha difeso a spada tratta, a diversi livelli, l'accordo firmato il 10 giugno scorso in cui l'Ue ha ottenuto dalla Cina l'autolimitazione del suo dirompente export in Europa.
Nel corso della lunga crisi estiva, questo gruppo di paesi si è confrontato duramente con la Germania e le altre nazioni del nord, più in sintonia con gli interessi dei grossisti e degli importatori dei maglioni provenienti dai capannoni cinesi.
Ma ora il dossier tessile-Cina sembra chiuso e l'impegno dei Venticinque è quello di guardare al futuro. Se tutto andrà bene nell'applicazione dell'intesa di Pechino - ed è proprio questa ora l'incognita principale -, l'Ue sarà comunque riuscita a chiudere definitivamente una pericolosa crisi 'intra-25'.
ARRIVANO I CONTAINER. Sul fronte operativo, rimane il fatto che lo sdoganamento dei circa 80 milioni di prodotti 'made in Chinà fermi alle dogane inizierà con ogni probabilità a metà della settimana prossima.
C'e ancora bisogno di qualche giorno di tempo affinchè la Commissione completi l'iter previsto per il regolamento che darà il potere legale agli stati membri di distribuire i container fermi ai porti tra i grossisti del settore.
Commentando la decisione dei Venticinque, il commissario Mandelson non ha nascosto la propria «soddisfazione": c'è da credergli, vista l'ondata di critiche che l'ex ministro britannico dell'industria ha dovuto affrontare in questi giorni, a causa di una crisi che Bruxelles non ha saputo prevedere, e che è riuscita a superare solo all'ultimo momento.
Martino Rigacci

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