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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 04:15

Turismo da bollettino sanitario

E' il commento del presidente della Federalberghi-Confturismo, Bernabò Bocca, alla lettura dei dati sul turismo estivo. Male montagna e mare, bene le città d'arte
ROMA - Gli italiani questa estate hanno fatto vacanza in numero sicuramente maggiore rispetto alle previsioni (almeno il 50% contro il 48% previsto), ma hanno avuto a disposizione una minor capacità di spesa: attorno agli 800 euro a persona rispetto agli 850 euro previsti. E' il quadro che emerge da una inchiesta svolta dalla Federazione degli albergatori italiani, la Federalberghi, tra il 25 ed il 29 agosto, tra le proprie 126 associazioni albergatori su tutto il territorio nazionale e che rientra nell'ambito del programma Check Turismo 2005 varato dalla Federalberghi per tenere sotto stretto controllo l'andamento del mercato turistico dei mesi estivi.
Questo ha prodotto un minor numero di pernottamenti alberghieri (stimabile attorno ad un 3%), periodi di soggiorno continuativo più brevi (8/10 giorni rispetto ai 12 giorni previsti ad inizio estate), un taglio della quantità di servizi richiesti (meno pensioni complete, meno consumazioni al bar, meno extra a tavola), un calo del fatturato (stimabile almeno in 1 miliardo di euro) ed un incremento sensibile dei week end (fenomeno che in estate era sempre risultato abbastanza marginale rispetto al soggiorno standard).
Per quanto riguarda invece l'estero la flessione è, secondo l'indagine, completamente dovuta al crollo della clientela tedesca, che da sola rappresenta il 33% dei pernottamenti alberghieri degli stranieri in Italia. Questa perdita è oscillata tra il 5% ed il 20% a seconda delle varie aree geografiche. Mentre segnali di ripresa si sono registrati per francesi, inglesi, belgi e l'intera area del Nord Europa.
Un altro fenomeno che ha appesantito la crisi estiva del turismo in Italia, è stata la concorrenza fatta registrare da affittacamere e strutture private adibite ad uso vacanziero, che, a detta di Federalberghi, «hanno distorto in modo «scorrettò il mercato».
Tra le tipologie turistiche, quelle che sembrano aver sofferto meno sono state le città d'arte, con Roma in cima alla classifica, mentre le località sui laghi hanno visto una tenuta degli italiani ed una flessione sempre dei tedeschi.
Le località di montagna hanno sofferto la minor capacità di spesa degli italiani ed il calo dei tedeschi, compensato in parte da un maggior numero di turisti dal Nord Europa, mentre le località marine hanno dovuto in gran parte scontare anche le negative condizioni climatiche.
«I risultati sull'andamento dell'estate turistica assomigliano più ad un bollettino sanitario sullo stato di salute precario di un malato, che allo sviluppo del principale settore economico del Paese», è stato il commento del presidente della Federalberghi-Confturismo, Bernabò Bocca, alla lettura di questi dati sul turismo estivo.

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