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Benzina: +10% in un anno, 5 volte l'inflazione

L'allarme caro-pieno, che si scarica sulle tasche degli automobilisti italiani a suon di nuovi record dei prezzi alla pompa, lanciato dall'Istat. Dal fronte internazionale non arrivano segnali confortanti con il greggio che continua a macinare nuovi record storici, oggi il barile ha sfondato il nuovo massimo con 70,90$
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Prezzo record per la benzina ROMA - I prezzi della benzina corrono. Ad una velocità cinque volte superiore a quella dell'inflazione mentre sul fronte del diesel - che ormai fa la parte del leone nelle nuove immatricolazioni - si tratta di una vera e propria volata con un passo che è pari a 10 volte quello del costo della vita. A certificare un allarme, quello del caro-pieno, che si scarica ormai da mesi sulle tasche degli automobilisti italiani a suon di nuovi record dei prezzi alla pompa, è stata oggi l'Istat.
Dati alla mano l'istituto di statistica ha confermato infatti che per la verde, in un anno, il rincaro è stato di quasi il 10% mentre sul fronte del gasolio si sfiora il 20%. Con un pieno per un auto di medio-alta cilindrata che è cresciuto di circa 7 euro nel caso di una vettura a benzina e di 10 euro per ogni rifornimento completo nel caso di un'auto diesel. Solo rispetto ad un mese fa i prezzi della verde sono invece cresciuti dell'1,1% mentre quelli del gasolio dello 0,9%.
E mentre dal fronte internazionale non arrivano segnali confortanti per il prossimo futuro con il greggio che continua a macinare nuovi record storici - oggi il barile di oro nero ha sfondato il nuovo massimo portandosi a 70,90 dollari - gli occhi si puntano sulle attese conclusioni del lavoro della Commissione Scajola che entro il 10 settembre prossimo dovrebbe consegnare un rapporto al ministro, individuando i possibili margini di intervento per calmierare l'impatto del caro-petrolio. La commissione - secondo quanto sia apprende - dovrebbe tornare a riunirsi martedì prossimo, 6 settembre, in vista della messa a punto del documento finale che, tra le altre cose, dovrà affrontare anche il capitolo delle tariffe del gas. Il viceministro alle Attività Produttive, Adolfo Urso, intanto anticipa che tra i piani allo studio ci potrebbe essere quello di un intervento sulla rete di distribuzione, i cui livelli di efficienza lontani dagli standards europei, pesano sui prezzi finali.

Ed in questa direzione annuncia che il nodo potrebbe essere affrontato da Scajola attraverso, da un lato, un'intesa con i petroliferi per l'accelerazione del processo di ristrutturazione della rete. E dall'altro tramite un accordo con la grande distribuzione - nell'ambito del rinnovo dell'intesa del 2004 - per la vendita dei carburanti nei super ed iper mercati. Come avviene in molti paesi europei, Francia in prima linea. Sull'emergenza caro-carburanti, oggi sono tornati i Ds con il responsabile per le politiche sulla sostenibilità, Edo Ronchi, che ha auspicato «nuove politiche e nuove misure, sia congiunturali, sia di medio termine».

«Il governo ha più volte annunciato il taglio delle tasse sui carburanti, ma si tratta di un'altra falsa promessa di Berlusconi. Il ministero dell'Economia fa sapere che non ci sono i soldi per tagliare un bel niente, tutti sprecati per i condoni e la sanatorie che hanno dissestato le casse dello Stato», afferma invece Pino Sgobio, capogruppo dei Comunisti italiani alla Camera. La «contingenza internazionale non giustifica l'inazione del governo» precisa poi il presidente della Consulta economica della Margherita, Roberta Pinza, sottolineando che «di fronte al continuo rialzo del prezzo del greggio che provoca difficoltà crescenti al mondo produttivo, incidendo in maniera pesante sulle già precarie finanze delle famiglie italiane, il governo deve dire chiaramente che cosa intende fare per affrontare la situazione».

L'allarme caro-benzina che rischia di innescare un effetto volano sull'intera economia per il peso che la voce trasporti ha nell'intera filiera dei prodotti al consumo, non rappresenta comunque un'emergenza tutta italiana. I prezzi dei carburanti volano infatti anche nei paesi produttori di petrolio, quali gli Emirati che oggi hanno annunciato un rincaro a partire da giovedì un rincaro dei prezzi al consumo del 32%.
Negli Usa, invece, il prezzo del carburante è ormai arrivato sui 3 dollari al gallone (3,79 litri) e gli americani - secondo una ricerca di Businnesweek - starebbero puntando sulle due ruote per ovviare il problema, con una corsa all'acquisto degli scooter, le italiane Vespa ed Aprilia in pole position.

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