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In Puglia l'export cresce

Con una crescita del 13,7%, lo scorso anno le esportazioni di merci pugliesi hanno compensato i decrementi del 2002 e del 2003. La ripresa delle vendite all'estero ha interessato quasi esclusivamente la grande industria. Il dato emerge dai rapporto «L'Italia nell'economia internazionale - Rapporto ICE 2004-2005»
Molto peggio è andata alla Basilicata: nel 2004 registrato un calo del 17%. Aumenti delle esportazioni hanno interessato solo alcuni prodotti secondari
BARI - Nel 2004 la Puglia ha esportato merci per 6,4 miliardi di euro a fronte di importazioni per 6,2 miliardi di euro. Il dato emerge dai rapporto «L'Italia nell'economia internazionale - Rapporto ICE 2004-2005» sull'interscambio di beni e servizi tra il nostro paese ed il resto del mondo. Le esportazioni italiane nel 2004 sono state pari a 280,7 miliardi di euro (+ 6,1% rispetto al 2003), a fronte di importazioni per 282,2 miliardi di euro (+ 7,3%). Nel 2004, la quota di mercato dell'Italia è stata pari al 3,9%.
Con una crescita del 13,7%, lo scorso anno le esportazioni di merci pugliesi hanno compensato i decrementi del 2002 e del 2003 e la loro quota in rapporto all'Italia è tornata al 2,3%.

La ripresa delle vendite all'estero ha interessato quasi esclusivamente la grande industria, in particolare la siderurgia e, in misura minore, la chimica ed i mezzi di trasporto. Nell'ambito dei settori tradizionali, in cui la Puglia detiene vantaggi comparati, a fronte di un buon andamento delle esportazioni di olio d'oliva si sono ridotte quelle di prodotti agricoli, calzature e mobili.

Al contrario della media italiana, la dinamica delle vendite pugliesi è stata assai più favorevole nell'Unione europea, dove sono cresciute del 19% (grazie ad un'impennata nella siderurgia e malgrado una diminuzione nelle calzature), rispetto al resto del mondo (+5%). Molto negativa (-30%) è risultata la loro variazione in Nordafrica, l'area in cui la regione è maggiormente specializzata. In Nordamerica hanno di nuovo mostrato una secca contrazione le esportazioni di mobili, confermando l'ipotesi che le imprese del settore stiano rifornendo il mercato americano direttamente dalle proprie filiali estere. Nell'Europa centro-orientale, diversamente che nel resto del mondo, sono cadute le vendite di pelli interrompendo una tendenza positiva che in pochi anni ne aveva moltiplicato il valore. Nelle calzature, le esportazioni dei distretti della provincia di Bari (Barletta) sono decrescenti; la loro quota rispetto alla Puglia negli ultimi anni è però risalita (fino al 48%), e rispetto all'Italia è sostanzialmente stabile; discreti successi si sono riscontrati, nello scorso triennio, sul mercato francese ed anche, in termini di quota, su quello tedesco. Nelle «esportazioni» di servizi, in particolare al netto del turismo, la Puglia è relativamente debole, così come nelle modalità di internazionalizzazione produttiva. La sua posizione risulta marginale per quanto riguarda sia gli IDE in entrata (concentrati nei mezzi di trasporto e nei prodotti in gomma e plastica) sia quelli in uscita (di entità significativa solo nei mobili).

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