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Il 730 torna in mano a commercialisti e ragionieri

A rompere il monopolio in materia detenuto finora dai Caf (Centri di assistenza fiscale) è un decreto legge datato 17 agosto scorso numero 163 intitolato «Disposizioni urgenti in materia di infrastrutture»
ROMA - Per la compilazione del 730 rispuntano commercialisti e ragionieri. A rompere il monopolio in materia detenuto finora dai Caf (Centri di assistenza fiscale), e a restituire l'assistenza dei contribuenti non titolari di reddito da lavoro autonomo ai dottori commercialisti e ragionieri, è un decreto legge datato 17 agosto scorso numero 163 intitolato «Disposizioni urgenti in materia di infrastrutture».
Il provvedimento, pubblicato nella Gazzetta oggi in edicola, è stato accolto con «viva soddisfazione» dai due ordini di professionisti: grazie a questa legge «si pone fine - dichiarano in una nota congiunta i presidenti dei Consigli nazionali dei dottori commercialisti, Antonio Tamborrino e dei Ragionieri, William Santorelli - a una situazione di profondo disagio».

Si tratta di una novità rilevante se si considera che ogni anno in Italia vengono presentati all'amministrazione finanziaria 15 milioni di 730.
Già dalla Comunità europea era arrivata la bocciatura del nostro sistema. Tant'è vero che l'Avvocato generale presso la Corte di Giustizia europea, Damaso Ruiz-Jarabo Colomer, rispondendo alla domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Corte di Appello del tribunale di Milano, aveva giudicato la situazione italiana in contrasto con i principi del Trattato. Anche il nostro Antitrust aveva bollato quello dei Caf come un autentico monopolio: secondo l'ex presidente Giuseppe Tesauro ci trovavamo, infatti, di fronte a un restringimento ingiustificato «della concorrenza e del libero mercato».

L'ampliamento della competenza era già atteso in occasione delle messa a punto dell'Albo unico di commercialisti e ragionieri con il decreto del 28 giugno scorso. «La correzione apportata dal Governo attraverso il decreto legge 163 - commentano Tamborrino e Santarelli - è stato un atto atteso e dovuto e rappresenta un primo riesame del provvedimento che ha istituito l'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili». I due presidenti, tuttavia danno atto all'esecutivo «di aver mantenuto gli impegni assunti»
Dal '98 ai dottori commercialisti e ai ragionieri era stato inibito l'esercizio dell'assistenza per i moduli 730. «Finalmente - concludono Tamborrino e Santorelli - si è posto rimedio a una discriminazione che escludeva le professioni economiche da una loro competenza tipica e che contravveniva ai principi di libera concorrenza». Ora, ovviamente, per compiere l'ultimo passo verso questa rivoluzione nel nostro sistema fiscale bisognerà attendere la conversione in legge, entro 60 giorni, del decreto pubblicato oggi.

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