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Umts-Blu: tutti assolti i 21 imputati

Con la più ampia delle formule il giudice ha assolto dall'accusa di turbativa d'asta tutti gli imprenditori coinvolti. Si contestava che la società di telefonia Blu fosse stata costituita per partecipare alla gara di assegnazione delle licenze Umts, ma in effetti non ne aveva le possibilità finanziarie
ROMA - Sono stati tutti assolti con formula piena i 21 imputati accusati di turbativa per il caso della Blu.
Con la più ampia delle formule il giudice monocratico Maddalena Cipriani ha assolto dall'accusa di turbativa d'asta i 21 tra imprenditori, amministratori e rappresentanti legali della società 'Blu' costituita per partecipare alla gara di licitazione privata per l'assegnazione delle licenze individuali per l'installazione e l'esercizio sul territorio nazionale di sistemi di comunicazione mobile di terza generazione (Umts-Imt 2000).

Ai 21 imputati, Roberto Cera, Bob Warner, Bruce William Hicks, Pasquale Cannatelli, Giovanni Calabretta, Fabio Gera, Sergio Primus, Giancarlo Elia Valori, Francesco Gaetano Caltagirone, Enzo Concina, Enrico Casini, Vito Gamberale, Gianni Mion, Salvatore Pino, Agostino Spoglianti, Ferdinand Willeit, Alberto Meomartini, Luigi Abete, Davide Croff, Gilberto Benetton e Angelo Melanello, era stato contestato d'aver turbato l'asta partecipando come sesti concorrenti ad una gara che prevedeva il rilascio di sole cinque licenze.

Agli imputati, difesi da numerosi penalisti tra i quali Roberto Rampioni, Guido Calvi, Emanuela Gismondi, Massimo Krogh, Marcello Melandri, Franco Coppi, Massimo Bevere e Paola Severino, si contestava in sostanza d'aver simulato una partecipazione effettiva (previo versamento di 4 mila milardi di lire) alla gara, mentre in realtà non avevano disponibilità finanziarie idonee ad una progressione ragionevole di aumenti dell'offerta tale da consentire il conseguimento di una delle licenze.

La vicenda determinò procedimenti anche davanti ai Tribunali amministrativi che si conclusero con la restituzione al consorzio delle somme versate, ma nella vicenda la Procura di Roma identificò un comportamento illecito che è stato oggetto del processo.
Il pubblico ministero aveva chiesto un anno di reclusione e 1.000 euro di multa per 19 degli imputati e l'assoluzione per Gamberale e Abete.

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