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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 18:29

Cipe: approvati programmi per competitività

Dodici i settori previsti, per 1.100 milioni di euro. Il ministero pubblicherà nei prossimi giorni il bando, aperto a tutta la comunità scientifica italiana e al mondo delle imprese, per la presentazione entro il 30 settembre 2005 di idee progettuali • Confindustria, soddisfazione per via libera Cipe
ROMA - Il Cipe ha approvato ufficialmente i programmi strategici per la competitività previsti dal Programma Nazionale della Ricerca. Ai dieci settori inizialmente previsti, se ne sono aggiunti altri due: l'Information & Communication Technology (ICT) e la componentistica elettronica e il settore del Risparmio energetico e della microgenerazione distribuita.
«Sono particolarmente soddisfatta - ha osservato il ministro dell'Istruzione, Letizia Moratti - per questo provvedimento che amplia ulteriormente il raggio d'azione della nostra iniziativa. In particolare, viene data maggiore visibilità e focalizzazione a un settore, quello dell'Ict, che è trainante per il nostro Paese. Non meno importante è il settore energetico, tenuto conto degli alti consumi di energia e della necessità di ottimizzare le risorse in modo sempre più efficace. Complessivamente, quindi - ha aggiunto il ministro - diamo il via a un piano operativo di forte impatto sociale, attraverso il sostegno a progetti qualificati in grado di incrementare fortemente la competitività della nostra industria sui mercati internazionali che riguardano gli ambiti della qualità della vita, della competitività del sistema produttivo, in particolare dei settori industriali a maggiore capacità di esportazione o ad alto contenuto tecnologico, e dello sviluppo sostenibile».

Gli altri programmi strategici del Pnr (Piano nazionale della ricerca) che hanno ricevuto l'approvazione del Cipe - rende noto il ministero dell'Istruzione - sono incentrati sui temi della salute (studio e trattamento dei tumori e delle malattie degenerative con nuovi approccio derivanti dalla conoscenza del genoma umano), sul rilancio dell'industria farmaceutica, sulle nuove applicazioni dell'industria biomedicale, sui sistemi avanzati di manifattura, sul potenziamento e sviluppo dell industria motoristica, su cantieristica, aeronautica ed elicotteristica, sui materiali avanzati (in particolare ceramici) per applicazioni strutturali, sui sistemi di telecomunicazione innovativi a larga banda anche con impiego di satelliti per utenze differenziate in materia di sicurezza, prevenzione e intervento in caso di catastrofi naturali, sulla valorizzazione dei prodotti tipici dell'agroalimentare e infine sui trasporti e logistica avanzata e sull'infomobilità di persone e merci.

Il ministero pubblicherà nei prossimi giorni il bando, aperto a tutta la comunità scientifica italiana e al mondo delle imprese, per la presentazione entro il 30 settembre 2005 - di idee progettuali relative a tali iniziative, per le quali sono destinati 1.100 milioni di euro. Lo scopo - osserva il dicastero - è quello di far emergere idee progettuali integrate e organiche, provenienti da università, enti di ricerca e imprese, in grado di perseguire sia obiettivi scientifico-tecnologici nel breve-medio periodo, in particolare attraverso attività di ricerca industriale e di sviluppo pre-competitivo, sia di obiettivi a medio-lungo periodo, attraverso attività di ricerca di base.
In tale ottica, ciascuna idea progettuale dovrà prevedere la partecipazione congiunta di soggetti industriali, università, enti pubblici di ricerca; dovrà avere un costo complessivo non inferiore a 7,5 milioni di euro e non superiore a 23 milioni di euro, con una durata non superiore ai 36 mesi, e dovrà altresì ricomprendere attività di formazione di capitale umano di eccellenza, destinata a ricercatori e tecnici di ricerca, così come previsto dal Provvedimento per la Competitività. Le proposte progettuali dovranno poi evidenziare, in particolare, i prodotti potenziali attesi, correlati al mercato di riferimento, i tempi di ingresso nel mercato stesso, i conseguenti effetti sulle quote di export, le potenzialità di valorizzazione dei risultati della ricerca anche in termini di marchi, brevetti e spin-off industriali e di attrarre e formare giovani talenti e ricercatori nazionali e internazionali.

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