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E' emergenza per le estorsioni al Sud

Da un'analisi della Cgia di Mestre risulta preoccupante la situazione registrata nelle principali regioni meridionali: mentre la media italiana è di 100 la Calabria ha un tasso del 252, segue la Campania (199), poi la Sicilia (190) e infine la Puglia (155). Le vittime non denunciano
E' emergenza per le estorsioni al Sud
ROMA - Crescono le estorsioni (+1.948 denunce), rimane stabile l'usura (+105 denunce). Questo il risultato di un'analisi della Cgia di Mestre che ha verificato l'andamento delle denunce effettuate all'Autorità giudiziaria tra il 2000 e il 2004. E a preoccupare è la situazione registrata nelle principali regioni meridionali che risultano essere le più investite soprattutto dal fenomeno delle estorsioni. Infatti, con la media Italia uguale a 100, data dal rapporto tra il numero dei procedimenti di estorsione sulla popolazione con età superiore ai 15 anni, tutte le principali regioni meridionali si trovano nei primi 4 posti di questa speciale classifica.
A guidare la graduatoria è la Calabria (252), segue la Campania (199), poi la Sicilia (190) e infine la Puglia (155).

In termini assoluti il maggior incremento di denunce registrate tra il 2000 e il 2004 si è avuto in Campania (+463). Al secondo posto la Sicilia (+284) e al terzo la Lombardia (+271).
Più stabile la situazione riguardante l'usura. La variazione di denunce effettuate nel periodo di tempo preso in esame è stata di solo 105. Tuttavia, rispetto alla situazione delle estorsioni, le realtà territoriali più esposte sono la Valle d'Aosta (426), l'Abruzzo (222) e la Calabria (194). Anche in questo caso si è preso come parametro di riferimento la media Italia uguale a 100, data dal rapporto tra il numero dei procedimenti di usura sulla popolazione con età superiore ai 15 anni.

«Il fatto che le denunce contro il reato di usura siano pressochè stabili da più di 4 anni - commenta Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - non ci deve illudere che il fenomeno stia vivendo una fase di contrazione. Anzi. E' molto probabile che le vittime preferiscano non denunciare alle forze dell'ordine questo reato per non incorrere in ritorsioni. L'aumento delle denuncie di estorsioni spesso legate al fenomeno del pizzo, invece, va salutato con soddisfazione visto che questo reato colpisce soprattutto i piccoli commercianti, gli artigiani e i bottegai in genere.
L'incremento dei procedimenti giudiziari indica che i piccoli imprenditori, affiancati dalle forze dell'ordine, dimostrano la volontà di spezzare questi fenomeni malavitosi che fino a qualche anno fa sembravano inattaccabili».

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