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La ricetta Ecofin per i disastrati conti italiani

Annunciata l'apertura di una procedura d'infrazione per deficit eccessivo, chiesta una correzione dell'1,6% del Pil spalmata tra i due anni, 2006-2007. Dal 4,3% del Pil nel 2005, il deficit di bilancio dovrà scendere a meno del 4% nel 2006 e a meno del 3% nel 2007
BRUXELLES - Non sarà «una passeggiata», per usare le parole di Siniscalco, ma nemmeno un percorso «lacrime e sangue» quello indicato oggi dal Consiglio dei ministri dell'economia e delle finanze dell'UE all'Italia per riportare il deficit di bilancio al di sotto del 3% del pil entro il 2007. Tutto questo «al netto del ciclo congiunturale e delle una tantum» il che consente, secondo il ministro dell'economia Domenico Siniscalco, di non «strangolare l'economia».
Dopo l'accordo di ieri sera in seno all'Eurogruppo, oggi è toccato all'Ecofin annunciare l'apertura di una procedura d'infrazione per deficit eccessivo, chiedendo una correzione dell'1,6% del pil spalmata tra i due anni, 2006-'07. E' la prima dopo l'accordo raggiunto sul nuovo patto di stabilità. E secondo Siniscalco, si tratta «di un ottimo test che garantisce tra l'altro un sentiero di rientro ripulito di tutti i fattori che possono confondere le azioni strutturali effettivamente intraprese».
Per oggi, nella conferenza stampa a conclusione della riunione mensile dei ministri dell'Economia e delle finanze dell'Ue, Siniscalco non è voluto entrare nei termini della manovra. Un aggiustamento di questo tipo, pur difficile, «consente margini per attuare qualche politica di rilancio». Ed a chi gli chiedeva se ci saranno investimenti, ha assicurato: «faremo tutto quello che potremo per rilanciarli. Gli investimenti - ha precisato - possono essere rilanciati anche per via amministrativa».
I numeri fissati oggi saranno ripresi dal DPEF. «Ed a partire da questi saldi - sono le parole del ministro - costruiremo la Finanziaria». Dal 4,3% del Pil nel 2005, il deficit di bilancio dovrà scendere a meno del 4% nel 2006 e a meno del 3% nel 2007. «Qualora in questi due anni il tasso di crescita fosse inferiore e non avessimo raggiunto questi obiettivi, li ridiscuteremo». Delle raccomandazioni, secondo il ministro, «è molto interessante, la richiesta di mantenere sotto stretto monitoraggio il processo di riforme che può innalzare il nostro potenziale di crescita» ed il fatto che a livello Ecofin si concentri l'attenzione su questo perchè c'è il riconoscimento generale che senza crescita non si va da nessuna parte». L'analisi della situazione italiana fatta dal Consiglio dice tra l'altro che «la correzione del disavanzo eccessivo deve essere inserita in un'ampia strategia di riforme volte ad affrontare i profondi problemi strutturali che gravano da un decennio sull'economia italiana». E le misure di risanamento «dovrebbero garantire un miglioramento duraturo del saldo delle amministrazioni pubbliche, accrescere la qualità delle finanze pubbliche e rafforzare il potenziale di crescita dell'economia». Non manca, tra i «motivi di preoccupazione, il livello elevato del debito pubblico e il ritmo lento della sua riduzione». Al tempo stesso, il consiglio non ignora che «uno sforzo troppo ampio in un periodo troppo breve potrebbe rivelarsi economicamente costoso, in particolare considerando l'attuale debolezza del ciclo».

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