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Lavoro, nel 2005 a tirare è il Sud

Nell'arco dell'anno saranno oltre 92mila i nuovi posti di lavoro creati dalle imprese italiane è quanto emerge dal sistema informativo Excelsior, realizzata da Unioncamere e ministero del Lavoro. La crescita più elevata dell'occupazione è attesa dalle imprese del Mezzogiorno • Maroni: il Governo è incapace di contenere la spesa
ROMA - Nel 2005 saranno oltre 92mila i nuovi posti di lavoro creati dalle imprese italiane è quanto emerge dal sistema informativo Excelsior, l'indagine annuale realizzata da Unioncamere e ministero del Lavoro sulle previsioni di assunzione e i fabbisogni professionali delle imprese italiane.
La previsione di nuovi posti emerge da un saldo, tra entrate (674mila 740) e uscite (555mila 260) ancora in attivo quest'anno (+0,9%) ma in contrazione di 0,4 punti rispetto al 2004 quando l'aumento previsto fu di oltre 136mila unità.
Anche per il 2005 - spiegano da Unioncamere - come negli anni precedenti, la crescita più elevata dell'occupazione è attesa dalle imprese del mezzogiorno (+1,7%) seguito dal centro (+1%) che supera, anche se di poco il nord-est (+0,85). Nel nord-ovest il tasso di crescita dell'occupazione sarà invece dello 0,4%. Sul podio, per nuovi posti, Lombardia, Campania e Lazio regioni che da sole produrranno oltre 30mila nuovi posti di lavoro.
Ad assumere di più saranno soprattutto le imprese più piccole, quelle con meno di 10 dipendenti che creeranno 81mila nuovi posti, seguite da quelle fino a 50 dipendenti (quasi 20mila posti di lavoro. E' ancora in calo, invece, la base lavorativa delle grandi imprese, quelle con oltre 250 dipendenti, che perderanno quasi 12mila posti di lavoro. Invertono invece la tendenza negativa registrata nel 2004 le medie imprese (50-249 dipendenti) che sono pronte ad assumere nel corso dell'anno 3mila 500 lavoratori in più.
Le figure più ricercate sono come sempre i laureati ma soprattutto, e questa è una novità rispetto all'anno scorso i diplomati: la richiesta di lavoratori in possesso del titolo di studio secondario e post secondario infatti aumenta di 19mila unità rispetto al 2005. Anche i laureati comunque continuano a crescere: saranno 56mila 900 gli assunti nel 2005. Diminuisce invece la richiesta di lavoratori con qualifica professionale mentre il livello della scuola dell'obbligo è richiesto per 242mila 830 assunzioni.

«L'occupazione - commenta il presidente di Unioncamere Carlo Sangalli - cresce in Italia grazie alle piccole e medio-piccole imprese che continuano a svolgere un ruolo sociale che merita rispetto e attenzione. Rispetto al 2004 il bilancio sarà più magro per un totale di 40 mila unità: è il prezzo che le nostre imprese pagano alle difficoltà che sta vivendo l'economia. E' un prezzo salato che comunque non fa che mettere ulteriormente in luce le trasformazioni in corso nel tessuto economico. Infatti a trainare l'occupazione saranno le imprese più innovative e quelle presenti stabilmente sui mercati internazionali».

CONFARTIGIANATO, GOVERNA SOSTENGA RUOLO PMI - «Il governo sostenga il ruolo occupazionale delle Pmi». E' quanto sollecita il presidente della Confartigianato Giorgio Guerrini alla luce dei dati diffusi quest'oggi dall'indagine Excelsior-Unioncamere.
«Ancora una volta l'artigianato e le piccole imprese - spiega il leader della Confartigianato - si confermano serbatoio di vera occupazione e dimostrano di avere le potenzialità per contribuire al superamento del difficile ciclo congiunturale. Di fronte al calo di posti di lavoro nella grande industria e nella Pubblica Amministrazione - osserva ancora Guerrini - la strada obbligata consiste nel sostenere, con politiche coerenti, le potenzialità occupazionali provenienti dalla piccola dimensione produttiva». A questo punto, conclude, «il Dpef è il banco di prova per creare un contesto favorevole alle piccole imprese».

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