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Parte la Borsa continua nazionale del lavoro

Il ministro del Welfare, Roberto Maroni: «E' la realizzazione completa della legge Biagi. Non a caso, l'avvio avviene nel giorno del terzo anniversario della firma del Patto per l'Italia, in cui era uno degli impegni previsti e che abbiamo mantenuto»
ROMA - «La Borsa nazionale del lavoro è la realizzazione completa della legge Biagi. Non a caso, l'avvio avviene nel giorno del terzo anniversario della firma del Patto per l'Italia, in cui era uno degli impegni previsti e che abbiamo mantenuto». Lo ha detto il ministro del Welfare, Roberto Maroni, presentando a Roma l'avvio della Borsa continua nazionale del lavoro. «E' una giornata importante -ha commentato Maroni- perchè parte il sistema fortemente voluto da Marco Biagi e che contribuirà a trasformare il "peggior mercato" del lavoro di Europa in uno che darà garanzia agli anziani, ai disoccupati, alle donne e che contribuirà a offrire migliori opportunità di impiego».
«La Borsa lavoro dà la possibilità a chiunque cerca un'occupazione o offre un lavoro -ha spiegato Maroni- di mettere in rete e su un unico sito (che è la somma dei siti delle regioni) la propria domanda o la propria offerta, in modo semplice e sicuro. Si tratta di un sistema semplice e sicuro, già adottato da altri Paesi europei». Maroni ha citato il caso dell'Inghilterra, «dove si registrano 5 milioni di contatti al giorno», o quello della Francia dove, nel primo anno di attività, «si sono avuti 60 milioni di contatti».
«Anche in Italia, se crescerà, la Borsa nazionale del lavoro sarà un mezzo straordinariamente potente -ha assicurato Maroni- per creare nuove opportunità di lavoro. E' un mezzo, infatti, forse ancora più potente delle nuove tipologie contrattuali introdotte dalla legge Biagi».
Per il ministro, ora, «gli strumenti introdotti dovranno essere accettati e condivisi». «Faremo di tutto -ha ribadito- per convincere gli operatori pubblici e privati a fidarsi di questo strumento. L'esperienza condotta in altri Paesi europei dimostra che queste iniziative, quando cadono i pregiudizi, funzionano e funzionano egregiamente». Per questo, ha annunciato il ministro, «faremo un'intensa campagna di comunicazione istituzionale sulla legge Biagi, sulla quale chiediamo la collaborazione di tutti».

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