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«Il Nord s'indebita, in Basilicata pagano cash»

Lo rileva l'Ufficio Studi dell'Associazione degli Artigiani Cgia di Mestre in una indagine che descrive la complessa relazione tra le famiglie italiane e gli istituti di credito
VENEZIA - Hanno livelli di reddito maggiori ma si indebitano di più: sono le famiglie del Nord ad avere più sospesi con le banche. Primo in classifica, contro una media nazionale di 11.537,35 euro, è il Trentino Alto Adige con una media di 16.598,50 euro. Seguono le famiglie lombarde con 15.037,55 euro, mentre al terzo posto del podio si classifica il Lazio con 14.316,57 euro. Chiude la classifica la Basilicata con un indebitamento medio familiare che si attesta sui 6.186,29 euro. Lo rileva l'Ufficio Studi dell' Associazione degli Artigiani Cgia di Mestre in una indagine che descrive la complessa relazione tra le famiglie italiane e gli istituti di credito.
Da un punto di vista metodologico, è detto in una nota della Cgia, per calcolare l'indebitamento medio si sono presi come parametri di riferimento i prestiti al consumo (per l'acquisto di automobili, elettrodomestici, etc.) i finanziamenti a termine (leasing) e i mutui casa richiesti dalle famiglie alle banche e alle finanziarie italiane.
L'indagine, osserva ancora la Cgia di Mestre, diventa ancora più interessante quando si osservano le variazioni di indebitamento tra il 2001 e il 2004: se il dato medio italiano si è attestato su il +33,5%, la regione che ha registrato l'incremento più elevato è stata la Lombardia (+ 45,4%). Al secondo posto si trova la Campania (+ 36,2%) e al terzo il Lazio (+ 35,6%). All'ultimo posto sempre la Basilicata con un + 15,6%.
«Di fronte alla stagnazione dei consumi in atto - commenta Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre - l'aumento dell'indebitamento medio delle famiglie italiane è sicuramente imputabile alla situazione di difficoltà economica che sta vivendo in questi ultimi anni il paese. Tuttavia, visto che i valori medi più elevati si registrano soprattutto nelle aree più dinamiche del paese, non va nemmeno dimenticato che negli ultimi anni, dopo la crisi del mercato borsistico italiano, i risparmi sono stati dirottati per l' acquisto di immobili che mai come in questo momento sono stati così convenienti visti i tassi di interesse così bassi. Un segnale, forse, che la tanto agognata ripresa potrebbe trovare una spinta anche da questi ultimi».

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