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Turismo a rischio, il Mediterraneo è troppo caldo

Lo scenario allarmante da un rapporto del WWF se i mutamenti climatici non verranno affrontati: sei settimane in più all'anno di caldo torrido con incendi sempre più devastanti, siccità e fenomeni meteo estremi • Secondo il Cnr è un mare sempre più popolato, dove crescono a ritmo sostenuto le città
Mediterraneo ROMA - Con un aumento della temperatura globale superiore ai 2 gradi centigradi rispetto all'epoca preindustriale, l'area dei paesi mediterranei si trasformerà in un «Paradiso bollente», con gravi ripercussioni anche sul turismo che potrebbe diminuire dal 5 al 25% al 2025. Lo afferma un rapporto del WWF «Paradise boiling? 2xC is too much!» presentato a Roma, basato su un nuovo modello climatico ad alta risoluzione temporale (2031-2060) e rivolto soprattutto ai governi che si riuniranno in Scozia per il G8 dal 6 all'8 luglio.

Lo scenario previsto, se i mutamenti climatici non verranno affrontati presto, è allarmante: sei settimane in più all'anno di caldo torrido oltre i 35 gradi, forte aumento della siccità e minori precipitazioni (soprattutto in Spagna e Algeria), aumento dell'intensità delle piogge e dei fenomeni meteorologici estremi, impennata degli incendi forestali, diminuzione delle produzioni agricole soprattutto al Sud a causa della minore disponibilità d'acqua, calo del 25% delle specie di uccelli e del 50% delle specie di piante soprattutto nell'area Nord Mediterranea.

L'Italia in particolare deve aspettarsi un aumento delle temperature e del rischio incendi al Nord, un aumento dell'intensità delle precipitazioni al Sud, con conseguenti frane e alluvioni. Le coste del Mediterraneo sono le più popolari destinazioni turistiche: attraggono il 30% del turismo mondiale e delle entrate turistiche. Un aumento della temperatura fino a 2° C. e più costituirebbe una gran brutta notizia anche per l'industria turistica dell area. «Le sempre più frequenti ondate di calore e gli incendi boschivi faranno sì che le famiglie scelgano altre mete per le loro vacanze» si legge nel rapporto. E la conferma arriva da Ellen Bermann, del Ventaglio Viaggi, che ha sottolineato come clima e scarsità d'acqua incidano sempre più nella scelta delle destinazioni turistiche ma anche delle agenzie, a causa dei costi assicurativi. L'incremento dei giorni più caldi si traduce in un maggior rischio di incendi, con implicazioni anche per la stessa sicurezza dei turisti.

Le regioni del sud del Mediterraneo, poi, saranno a rischio incendi praticamente tutto l'anno. Per quanto riguarda l agricoltura, il rapporto prevede che ad un aumento di 2 gradi corrisponda una perdita del 7% delle produzioni agricole, sempre più dipendenti dalle irrigazioni. «Per frenare i cambiamenti climatici in atto è necessario un taglio del 50% delle emissioni di gas serra entro il 2050», ha detto Jennifer Morgan, Direttore del Global Climate Change Programme del WWF.

«Saranno cruciali gli investimenti che verranno fatti nei prossimi 10 anni. Chiediamo risposte concrete ai leader politici mondiali che si riuniranno la prossima settimana al G8 in Scozia: purtroppo il testo attuale non contiene questi impegni soprattutto a causa dell opposizione dell amministrazione Bush». Il WWF chiede di ridurre le emissioni di CO2 incrementando l'efficienza energetica e le energie rinnovabili per frenare il riscaldamento globale e contenere l innalzamento delle temperature sotto i 2° C. «Anche il nostro Governo deve fare la sua parte ha detto il Responsabile Scientifico e Culturale del WWF Italia, Gianfranco Bologna chiediamo al Presidente Berlusconi di non appoggiare le posizioni USA: i cambiamenti climatici sono un una realtà confermata da tutte le maggiori istituzioni scientifiche mondiali».

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